Posta del Cuore: “Non ha funzionato, ora sono geloso di lui e lo rivoglio”

posta del cuore 2

“Ciao Pierpaolo,

esco da poco da una storia con un ragazzo, durata circa un anno, alquanto strana e altalenante per i nostri caratteri troppo diversi.
All’inizio della storia lui era lanciatissimo, io invece, nonostante la forte attrazione verso una persona bella fisicamente e “apparentemente solare”, vivevo la cosa con i piedi di piombo e andavo molto cauto. Lui, dopo i primi mesi, ha cambiato atteggiamento, diventando un po’ più distaccato, e in varie occasioni lo attribuiva al mio essere pacato.
Continuavo a stargli vicino, forse ero un po’ troppo attento ai suoi bisogni, a dargli tutto il sostegno di cui poteva necessitare, ma trattenendomi troppo con il cuore. I suoi sbalzi d’umore, i discorsi su ciò che non gli piaceva ed il poco calore che diceva di percepire da me, più che agevolarmi all’apertura mi facevano chiudere e nascevano in me insicurezze e la paura che mi avrebbe mollato o che si sarebbe stufato.
La convivenza nei week end a casa mia era molto pesante. Ci siamo lasciati parecchie volte, per pochi giorni, e poi lui ritornava sempre e io ero felicissimo, ma con più insicurezze sulla storia. Ogni volta mi fidavo meno dei suoi sentimenti e vedevo noi come “un cane che si morde la coda”.
Mi ha lasciato definitivamente poco prima di Natale, pur continuando a cercarmi e a volermi vedere (e il sesso era ancora più soddisfacente per lui, era più selvaggio diceva).
Da pochi mesi ha un altro ragazzo – molto diverso da me – ed io mi scopro innamorato più di prima, pazzo di gelosia. Lo cerco, faccio scene che credo ormai non servano più a farlo tornare da me.
Dopo un periodo di distacco abbiamo ripreso a vederci come amici, e mi sono sentito perfino di dirgli – al termine di un suo sfogo di pianto per problemi emotivi – che su di me avrebbe potuto contare sempre, e che a mio avviso aveva bisogno di una persona come me vicino.
Balle: lo rivorrei indietro e vorrei provare a fare tutto in maniera diversa, più coinvolta e più matura e al tempo stesso leggera.
Il problema è che ora, quando mi racconta del suo ragazzo, non lo riconosco più. Sembra una persona totalmente diversa da quando stava con me ed è snervante pensare che la nostra storia possa essere da lui ricordata come blanda o la meno emozionante. Mi racconta meraviglie del sesso con l’attuale fidanzato ma, per me, sono “pratiche” quasi estreme, quasi cattive, quasi da lasciarti senza dignità personale. So che non sarebbero proprio il mio genere insomma.
Nonostante queste, sono ossessionato da lui e lo rivorrei indietro perché la sua pelle e il suo odore mi sono irresistibili e perché gli voglio un mare di bene.
Forse mi fa male il suo essersi buttato subito verso uno sconosciuto? Forse mi sento dimenticato e voglio rivalsa? O sono veramente innamorato?

Anonimo.”

Caro Anonimo,

la tua storia non è banale. È solo comune, ma questo non la rende meno problematica e ossessiva, perché quando sei dentro le vicende, quando l’emozione ce l’hai addosso ancora viva e urticante, è tutto esasperato. È come riavere 15 anni: eri in balia del mondo, dovevi imparare l’a-b-c di te stesso; sembravano anni terribili, giornate ormonali ed emotive, una tempesta da cui dover uscire vivi. Quando poi sei adulto ti rendi conto che… dormivi, mangiavi, studiavi qualche paginetta e giocavi a Play Station. Bella vita!
Mi chiedi se sei veramente innamorato o se il tuo è solo senso di rivalsa. Questo mi fa pensare ai luoghi comuni sul “vero amore”. Siamo abituati a pensare che l’amore, se è vero, funziona, oppure che non passa. Ma cosa cazzo vuol dire?
Non siamo un’applicazione dell’iPhon. Non siamo un algoritmo che deve funzionare o restare attivo, e neppure l’amore lo è. Siamo fatti di atomi, di prime biciclette senza rotelle, di scalette lavorative, di genitori che invecchiano e vanno portati dal dottore, di due conti sulla spesa perché a fine mese ci sono pure le bollette, di oggi lasciami stare che mi fa male la testa, di tramonti che ricordano l’infanzia, di gioie che rendono egoisti, di brutte esperienze che non ci fanno fidare degli altri.
L’amore, se è vero, non cambia niente: va avanti se lo vogliamo noi. Va avanti con il cervello, con l’impegno intellettuale, con la pazienza, con una buona dose di disincanto. Tu credi che quello che avete avuto sia vero amore? I silenzi, il sesso visto in maniera diversa, il buttarsi subito in una nuova storia?
Poi certo, l’amore è anche chimica. Ti scorre nelle vene e condiziona la mente. Il peggio del distacco avviene quando si scatena la fame, il ritorno della dipendenza, quando il tuo corpo ha di nuovo bisogno di lui. Ma non preoccuparti: tutto passa. Devi solo stringere forte un cuscino e aspettare che la disperazione svanisca. Devi solo parlare tanto con gli sconosciuti, per buttare fuori il rancore lasciato in sospeso. Devi solo mangiare cioccolata, festeggiare con una pizza, concederti lo sfizio di fare cose che non hai fatto prima. Devi accettare che non essere stato scelto da lui ti sta facendo provare gelosia, malinconia, premura. Non è colpa dell’amore. È l’orgoglio ferito.
Quando lui è partito in quarta, tu sei stato cauto, e adesso te ne fai una colpa. Ti sembra di non aver approfittato. Ma secondo me sbagli. Dovresti invece complimentarti con te stesso per aver fiutato l’inganno, la possibilità che forse, sotto sotto, per entrambi era una farsa. A volte per tenerci occupati, e sfuggire alla vuotezza della vita, simuliamo l’amore, e per non tornare soli siamo disposti anche a sentirci coinvolti in una relazione che non ci appaga. Ma tu lo sapevi fin dall’inizio.
Eri scettico, sei un tipo che prima capisce se ne vale la pena e poi si lancia, per non sminuire la bellezza dei sentimenti spontanei. Adesso ti rimproveri di non essere stato istintivo, e ti senti diverso o difettato rispetto a chi grida le emozioni.
Perché essere lucidi equivale ad amare meno, a essere insensibili? Perché non abbandonarsi in maniera incosciente alle nuove relazioni viene visto come negativo? Io lo vedo un atteggiamento maturo. Meno poetico? Certo, ma forse saggio. Sono dell’idea che i sentimenti esplosivi siano i primi a scemare, quelli su cui non puoi fare affidamento e che non costruiscono niente.
In definitiva: è il momento di fidanzarti con te stesso. Esci sul balcone, mettiti una coperta addosso e osserva le stelle. È bello farlo anche da soli. Quando arriverà qualcuno disposto a essere sincero su se stesso e su ciò che vuole, allora proverete le stesse cose nello stesso momento.
Un abbraccio.

Se vuoi leggere le altre lettere, clicca su LA POSTA DEL CUORE

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