La posta del Cuore: “Nessuno sa che sono gay ma sogno una vita normale”

posta del cuore 2

“Ciao Pierpaolo,

avrei bisogno di tanti abbracci, ma mi ritrovo solo, senza riuscire a studiare, senza certezze per il futuro, senza una lira. Ultimamente piango spesso anche a causa di eventi spiacevoli. Non riesco a trovare più un senso.
Quando spiego a mio padre le mie ansie, lui mi dice che sono troppo buono e che per star bene in questo mondo dovrei avere facciatosta, essere un po’ egoista.
Forse non si accorge che se lo diventassi davvero, alcuni suoi precetti educativi andrebbero a monte, e il suo sogno di un figlio “normale”, come tutti gli altri, andrebbe in frantumi.
Pesante essere omosessuali in Italia, soprattutto perché non puoi raccontarlo in giro. Ormai ho talmente preso la faccia da etero che sarei uno shock per chiunque. A 25 anni però sono stanco di vivere a metà, di soffrire di crisi identitarie, perché quello che davvero voglio lo metto da parte.
Ho avuto modo di fare le mie esperienze, e ho conosciuto tanta di quella gente che vive con tranquillità con sé stessa, che mi chiedo perché io ne soffro e molti altri se ne fregano. Alcuni si accontentano di una botta e via per poi tornare alle proprie menzogne, io desidero invece avere qualcuno che mi convinca di chi sono.
È così difficile trovarlo, e figurati che vivo in una città abbastanza liberalizzata. Per tua esperienza, quanto credi sia produttiva un’app come Grindr? Sono arrivato a cancellarla perché non ne potevo più. Vorrei entrare nel mondo reale, innamorarmi per strada, in un bar, in libreria, come capita a chiunque, ma faccio difficoltà. Capisco anche che ho un carattere di merda e che non voglio accontentarmi, ma boh… forse le cose migliori non si devono cercare, ma vengono da sole.

Anonimo.”

Caro Anonimo,

a una delle ultime presentazioni del mio libro è venuto un ragazzotto carino, che durante il firmacopie mi ha detto: “nessuno sa di me e non sento l’esigenza di dirlo. Secondo te è obbligatorio fare coming out?”
Avrei potuto rispondergli con questa tua lettera: vorresti innamorarti di un uomo alla luce del sole pur con la consapevolezza di avere una facciata etero?
Be’, le due cose sono un tantino incompatibili, e credo che la speranza sia solo generata dalla frustrazione: Anonimo, stai idealizzando l’amore come una fuga dalla realtà, la soluzione a tutti i tuoi problemi, la risposta all’incapacità di dichiararti ad amici e parenti.
Stai dando all’amore, a un fidanzato immaginario che ti aspetta in una libreria là fuori, il compito di essere responsabile e coraggioso al posto tuo.
So bene che non è facile, che dopo una vita di abitudini sembra impossibile smontare ciò che gli altri sanno di te. Hai paura che dopo saresti una persona diversa, vero? Una persona nuova, che deve ricominciare da capo a farsi conoscere da chi la circonda. È sfiancante, ingiusto, non è obbligatorio ma è necessario. Neppure tu saprai davvero chi sei finché non compirai quel passo.
Siamo anche il risultato di ciò che gli altri vedono.
Te lo dice uno che ne ha passate tante, ma ti prego di non mollare.
Il difficile è solo fare ordine nel caos, nel buio dentro, nel male che ci soffoca. Ma prima o poi ce la facciamo. Prima o poi si respira. Fa parte del diventare adulti, che è un’esperienza orribile, ma quando superi quell’ostacolo… be’, non dico che comincia la discesa, ma sicuramente il cammino si fa sopportabile. E migliora la capacità di individuare gli aspetti positivi della vita. Migliora la capacità di ricevere supporto. A quel punto, tutto il peso del mondo non sarà più solo sulle tue spalle.
Hai tanti crucci, Anonimo. Forse troppi.
Non so se Grindr serva a qualcosa. Tanti lo usano per scopare, altri non ne vedono l’utilità per fini sociali, ma alla fine è uno dei tanti modi per stabilire contatti, per dire “ehi, ciao, esisto anche io”.
Sarebbe bello far avvenire tutto con naturalezza, alla luce del sole, ma chiediamoci: la luce del sole chi se la gode?
Forse questi sono miraggi romantici e ormai antiquati. Un’idea di approccio che riteniamo più sana, come in quei vecchi film con il lieto fine, in cui lui e lei si scontrano al parco con un cappuccino in mano. Ma dobbiamo accettare che la vita vera non è un film.
La gente lavora, Anonimo. Non è semplicemente etero o gay, problematica o spensierata. La gente passa otto ore in ufficio, è incazzata, sta perdendo il treno, è a fare la spesa prima che lo sconto sui detersivi finisca, guarda Netflix sul divano, è in coda per fare le analisi. Siamo tutti occupati, e più si cresce e si diventa adulti, più si realizza di non avere tempo, e diventa faticoso per tutti trovare il momento giusto e la compatibilità per legarsi agli altri.
Perciò non essere troppo cinico o impaziente. E soprattutto non avvinghiarti alla credenza ingannevole che l’amore ti libererà dai tuoi dilemmi e dalla tua perdizione esistenziale, regalandoti la pace interiore che tanto desideri.
Non puoi pensare di perderti e nel frattempo, spaesato, cercare qualcosa di prezioso come l’affetto.
Devi prima ritrovarti.
Un bacio.

Se vuoi leggere le altre lettere, clicca su LA POSTA DEL CUORE

 

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