“Dillo tu a mammà” sarà presentato alla camera dei deputati il 25 luglio

Camera

Quando l’onorevole Sabrina Capozzolo mi è venuta incontro, quella sera alla presentazione di Agropoli, aveva un’aria molto seria, quasi di sfida, e io che sono molto insicuro e penso sempre ai guai ho creduto volesse rimproverarmi qualcosa, indicarmi dove avevo sbagliato o che limite avevo superato.

Era la prima volta che avevo davanti dei politici, e mi sembrava di aver osato troppo. Mi sentivo in ansia, una voce mi tormentava i pensieri dicendomi “adesso ti fermeranno. Capiranno il bluff, che in fondo stai giocando a fare l’adulto in mezzo agli adulti veri, e ti tireranno giù dallo sgabello e la festa sarà finita”.

Con la moderatrice avevamo parlato dei temi presenti nel romanzo. Del bullismo nelle scuole. Di coming out nelle famiglie del Sud spaventate da ogni forma di diversità. Di quanto sia complicato mandare avanti una relazione perché l’amore è vitale ma spesso non è sufficiente a sostenere un matrimonio.

So che non è semplice affrontare questi temi, e io mi domandano “ma chi mi credo di essere, per farli miei?”. So che possono essere fraintesi o recepiti male. So che quando si ha paura di mettere in discussione le proprie certezze si risponde con il rifiuto, e una parte di me era certa che quel rifiuto sarebbe arrivato, prima o poi.
Ci avrebbero rifiutato, me e il romanzo. Perché nessuno, a parte Max, aveva mai creduto in me per davvero. È per questo che Samuele, il protagonista della storia, viene chiamato Calimero, quello piccolo e nero. Mi sono sempre sentito allo stesso modo.

L’onorevole Sabrina mi ha stretto la mano, ha annuito pensierosa e mi ha detto “anche io mi sentivo una diversa. Un’incompresa. Come tanti di noi che si sentono allo stesso modo, no? Che magari vanno via, scappano, al Nord o all’Estero, e oggi mi sono sentita capita. E sai di cosa sono felice? Si dice sempre che dovrebbero essere i giovani a cambiare le cose. Si pensa sempre al futuro in mano ai ventenni, sono loro le nostre speranze, e spesso si dimenticano di noi, della fascia di mezzo. Quella che soffre di più. Noi trentenni, che nessuno ci calcola, ci viviamo il peggio dei nostri giorni e dell’eredità che ci hanno lasciato. Sono felice che oggi ci sia un trentenne a parlare di diversità. A parlare delle bellezze sottovalutate del nostro Sud. Mi piacerebbe presentare il tuo romanzo alla camera”.

Io, col batticuore, stavo a sentire ma in realtà non ascoltavo niente. Ero frastornato, contento, confuso, terrorizzato, esausto, un sacco di cose. E allora le ho chiesto ingenuamente “quale camera?”, e lei mi ha risposto “eh, alla camera dei deputati, con Monica Cirinnà, ne sarebbe felice”.

Boom. Mi si ferma il respiro. E io credevo fossero quelle cose, sapete, di quelle che ma sì, poi vediamo, sentiamoci, chissà, poi si vede. E invece Sabrina lo ha fatto veramente. Mi telefona il mattino dopo per dirmi “abbiamo fissato per il 25 luglio”.

Io non vi so dire che emozioni provo. Mi sembra tutto surreale. Per 28 anni sono stato chiuso nella mia cameretta, da solo, sicuro che quello fosse il mio posto. Non avevo visto e fatto nulla, e in un attimo è cambiata ogni cosa. Una parte di me è ancora bambina e vigliacca, è ancora lì dentro a dire no no, io non esco, mi hanno già mazziato abbastanza, mentre l’altra ha ormai trent’anni, è sulla soglia della porta, fa cenno di muoversi, che il peggio è passato, che siamo al sicuro, che ci sono persone là fuori che tengono a noi e ci stanno aiutando.

Sono felice. Questa è una certezza. Sono felice perché il mondo non fa solo schifo come raccontano. L’umanità resiste ed è viva, e ci sono ancora persone che hanno voglia di essere gentili.

Il 25 luglio il mio romanzo “Dillo tu a mammà” sarà presentato alla sala stampa della camera dei deputati. Presiederà Monica Cirinnà, che ha letto il libro e che ringrazio immensamente per averci accolto, e non posso ancora crederci, è un onore immenso: colei che si è battuta tanto per quello che credevamo impossibile, le Unioni Civili. E accanto a me ci sarà Sabrina Capozzolo, a cui devo dire grazie per questa opportunità mozzafiato e per me senza precedenti.
Pensate, è una situazione tanto strana e nuova che ieri ho perfino scritto un sms a Sabrina: “perdona la domanda ma… come devo vestirmi? Ho paura!”. E lei ha riso, ovviamente.

Sarà una giornata importante per molti aspetti. Prenderanno parte anche il responsabile di collana Rizzoli Michele Rossi e la mia editor Benedetta Bolis. Porteremo un argomento così discusso eppure mai abbastanza in uno dei luoghi in cui le parole diventano storia e cambiamento sociale.

Mi sento piccolo piccolo. Ma sono emozionatissimo.
Grazie a tutti voi per il sostegno di questi due mesi di vita di “Dillo tu a mammà”.

Per tutte le info sul romanzo: Dillo tu a mammà

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