Posta del Cuore: “L’ho tradito, non so cosa voglio da me stessa e dall’amore”

Banner - La posta del cuore

Ciao Pierpaolo,

nelle ultime pagine del tuo romanzo ho avvertito qualcosa: “E invece l’amore era in letargo.” E mi sono chiesta se anche per me non fosse così.
Da parecchi mesi il mio cuore si è indurito. Non batte più per niente e nessuno. Sto con un ragazzo che mi ama e che non riesco a ricambiare da tempo. La nostra relazione va avanti per inerzia.
Di recente ho conosciuto un altro con il quale ho riscoperto un’energia che non credevo di avere: mi sentivo carica, pronta a dare una svolta alla mia vita. La mia prima mossa sarebbe stata lasciare il mio fidanzato, ma mi chiedevo quanto fosse dettata dal fatto di avere le chiappe coperte.
Questo nuovo tipo aveva già una relazione da 5 anni. Pochi giorni fa, di punto in bianco, mi ha detto di averla lasciata, ed è stato lì che l’impulso di dover lasciare anch’io il mio ragazzo ha preso vita.
Nel giro di 24 ore ha però cambiato idea e si è rimesso con lei. Dimenticandosi di me e di tutte le belle parole che mi aveva dedicato fino al giorno prima.
Sono corsa fino alla città in cui vive, a circa 80 km dalla mia, per parlargli. Sapevo che non c’era niente da fare, se non prendere atto del fatto che è un immaturo e voltagabbana, ma speravo mi invitasse a restare. Invece mi ha chiesto di restare amici: sono rimasta lì per almeno 2 ore, prima di trovare la forza di tornare a casa. Senza smettere di scrivergli per messaggio quanto mi avesse ferita.
Fa male. Per aver creduto che potesse amarmi, nonostante mi sia presentata più come una persona incostante nelle relazioni e incline al tradimento. Almeno mi sono portata a casa la soddisfazione di farmi vedere dalla sua non-più-ex. E di mostrarle il dito medio.
Sono confusa e agitata, Pierpaolo. Mi chiedo: come si impara ad amare se stessi? Io non credo nel “per sempre”, è un concetto valido solo per le fiabe. Gli esseri umani sono creature incostanti e il matrimonio è un’apparente illusione di stabilità.
Ho paura di non provare mai più amore, di non legarmi mai davvero a qualcuno. E per questo, di deludere chi ha il coraggio di innamorarsi di me.

Anonima”.

Cara Anonima,

nonostante ci abbia scritto su un romanzo, con una storia simile fatta di perdizione, penso sempre di essere la persona meno adatta a parlare di queste cose. Di amore. Il motivo è che il mio pensiero costante è che cerchiamo disperatamente risposte alle nostre vite in bilico, ma lo facciamo sempre negli altri. Non le cerchiamo mai per noi, dentro di noi.
Siamo confusi, arrabbiati, smarriti in una società che ci impone canoni su tutto, dal matrimonio all’aspetto fisico, e continuiamo a credere che l’amore sia l’unica ancora di salvezza. Ciò che darà lucidità alla nostra confusione. E credo sia del tutto sbagliato.
Perdersi vuol dire rivalutarsi, resettare ciò di cui eravamo certi di noi stessi, per trovare nuove forme. Perciò come può rendersi compatibile con il cercare conferme da qualcuno, senza finire con l’essere modellati nuovamente dagli altri?
Siamo umani, ma anche animali, e possiamo stancarci. Come i leoni che riposano sotto gli alberi, lontani dalla caccia e dai pericoli, noi invece non ci riposiamo mai. E perciò a volte succede questo: arriviamo al limite, stremati da tutto. Dovremmo rigenerarci, ricaricare le pile. Dovremmo lasciare lo zainetto delle domande a casa e incamminarci nel mondo per cercare energie nuove.
Ammirare tramonti, ascoltare il vento, sentire il freddo del secondo strato di sabbia sui piedi, accarezzare un bruco che zampetta in un bosco solitario. Isolarsi. Godersi il niente, la pace. E invece della pace, quando siamo allo stremo delle forze, ci intestardiamo, ancora e ancora, buttandoci in ulteriori drammi sentimentali, in altre vite allo sbando.
Consumati, pretendiamo nuovi stimoli da queste storie d’amore, forse inutili. Evitabili. Storie d’amore che probabilmente, se fossimo felici e appagati da noi stessi, neppure avvicineremmo.
Credo, in definitiva, che cerchiamo e pretendiamo felicità dagli altri, che sono l’ultimo posto in cui cercare.
Non so cosa tu debba fare con il tuo fidanzato. Sarebbe bello avere un magico pulsante che dice “pausa”. Quel pulsante che sarebbe nostro diritto premere almeno una volta nella vita, quando tutto è tutto troppo pesante. Quella clausola che “ehi, ascoltatemi tutti: io non so che cazzo sto facendo, dove sto andando, e nel rispetto di tutti, per non ferire nessuno, vorrei fermarmi un attimo. Vorrei mettervi in attesa, tornerò presto, non muovetevi, ma devo capire cosa voglio, chi sto diventando”.
Sai, contiamo che diventare adulti sia una faccenda che avviene un’unica volta. Quel passaggio dall’adolescente caotico al cittadino che paga le tasse. Invece si diventa adulti di continuo e, quando succede, la nostra visione della società si rivoluziona. La percezione del bene e del male, le inclinazioni, le esigenze. Diventare adulti vuol dire cambiare pelle da un giorno all’altro, eppure siamo costretti a comportarci come fossimo sempre uguali. Perché abbiamo un lavoro, un marito, degli amici d’infanzia, dei doveri. Tutto da tenere in piedi.
È ovvio che se tu dicessi al tuo fidanzato che hai bisogno di una pausa per capire, lui ti direbbe “bella mia, e allora addio”.
Eppure sarebbe la cosa migliore da fare: allontanarsi dalle situazioni e premere pausa.

Se vuoi leggere le altre lettere, clicca su LA POSTA DEL CUORE

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...