Fingere felicità sui social ci fa sentire peggio

Vagamente riflessivo - Fingere felicità

Ogni tanto penso a quanto i social – oltre a offrire fantastiche opportunità – amplifichino il senso di solitudine che qualcuno non riesce proprio a debellare dalla propria testa, generando gare al finto svago con chi sembra proprio divertirsi, con chi è sempre a bere un drink con amici sorridenti e lo fa sapere al web. Perciò si cade in una routine disastrosa: si fanno cose per poter dire che si fanno, che “io esisto e non sono infelice, lo vedete?”, e non per goderne; si scattano foto e si girano video da postare con l’intento di convincere i propri contatti di avere giornate piene, dinamiche ed eccitanti, finendo invece per trasudare disperazione e solitudine da ogni post. Emozioni che come un boomerang tornano indietro se non ricevono un numero di like soddisfacente, e fanno poi sentire ancora più soli. Così, piano piano, ci ritroviamo in trappola: da un lato c’è lo sconforto della vita reale, dall’altra un vuoto social, un’esclusione. La doppia conferma di non essere abbastanza simpatici, sexy, questo o quello per essere notati, per meritare affetto.

Quando ci sentiamo così non dovremmo prendere a schiaffi il nostro status, rinnegare i periodi malinconici o disprezzare la mancanza di qualcuno accanto, perché così facendo ci puniamo e peggioriamo l’idea di noi stessi. Non c’è niente per cui punirsi, non c’è alcuna colpa. Non essere cool, mondani, in vacanza, in piscina col fidanzato o a un party con amici non è un errore a cui rimediare. Quando ci sentiamo così non dovremmo fingere di stare meglio, ma accettare dolcemente le cose storte, perché da quelle si riparte. Se invece si fa finta di niente, mentiamo a noi stessi e simuliamo euforia, rimandiamo l’occasione di rimboccarci le maniche e di capire di cosa abbiamo davvero bisogno per ottenere la serenità.
Quando ci sentiamo così dovremmo chiudere Facebook e andare a prendere un caffè con un vecchio amico, un collega, una cugina, con chiunque, per toccare con mano un essere umano e non una tastiera. Telefonare alla mamma per sapere come sta, così che lei possa fare lo stesso con noi e farci capire che contiamo per un’altra persona là fuori. Accarezzare cuccioli al parco, perché i cuccioli non sanno cosa sia la frustrazione o il bicchiere mezzo vuoto. Ignorare le vicinanze virtuali e colmare le distanze che ci separano da chi ci sta intorno.

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One thought on “Fingere felicità sui social ci fa sentire peggio

  1. Il mio ex è così. Passa il tempo libero a far foto solo ed esclusivamente per postarle su Facebook:non si gode neppure i luoghi dove va, neppure la compagnia di chi con lui.Solo la frenesia di far foto per far credere di essere appagato.Nella vita reale è solo , perché capace solo di fotografare ma incapace di rapporti autentici. Non ha amici ma, agli amici virtuali,appare vincente e va in crisi se non riceve abbastanza “like”.

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