I disastri sessuali di LUI al primo appuntamento

I disastri sessuali del primo incontro

Quelli che al primo appuntamento si presentano come Costanzo, ma in chat ti avevano detto Reginaldo, e quando lo fai notare impallidiscono, afferrano il marsupietto costruito con le ultime copie di Paperino, tirano fuori la bomba fumogena del perfetto maniaco virtuale, e spariscono in una nube di fumo e glitter, strillando “KISS BITCH!”, e domani perseguiteranno su Facebook un’altra povera anima con foto fake di cetrioli altrui e finti lavori “presso capo di me stesso”;

Quelli che credono sia sexy morderti le labbra fino a farti urlare “OH,  MA SI’ SCEMO? MA TUTT’A POSTO? MA T’HANNO PARTORITO PER STRADA E LANCIATO DALL’AUTO IN CORSA?”. Ti ritiri con un ematoma e una lussazione temporomandibolare, ti ficchi nel bagno e allo specchio ti ripeti che morirai sola e con le doppie punte perché non ne trovi uno normale e stipendiato. Cerchi di rimettere insieme i pezzi di carne viva e pensi a come domani mentirai alle tue colleghe tutte sposate che già ti vedono come una povera sgualdrina alcolizzata. Tua madre ti sente, viene a vedere che succede, si mette le mani sul petto e ti urla “devi accettare che stai facendo vecchia, amore di mamma, io non ti giudico che stai da sola e non c’hai un uomo, ma il botox no, che pari un mignottone!”;

Quelli che mentre ti stanno limomando si fermano e ti chiedono da quanto sei single, se senti ancora il tuo ex, che intenzioni hai, se esci sempre la sera, se stai ovulando, se cucina e salotto li preferisci open space, perché loro ti concederanno un secondo appuntamento solo se ne vale davvero la pena e se saltano fuori le basi per una storia seria, duratura, perché sanno quel che vogliono dalla vita, sono maturi!, capito? Maturi!, e soprattutto “ma chi era quello con cui parlavi prima, TROIA, mi stai già tradendo? Siete tutte uguali, zia lo diceva sempre, fate schifo, io sono troppo buono per voi!”;

Quelli che sono vegani e te lo rivelano a fine orgasmo, fumandosi una sigaretta, tra la chiacchierata sulla Siria e quella sull’ondata antivaccini che sta interessando la Spagna, col sorrisetto da Papà Castoro che fa hehehe e ti racconta la storiella: “non te lo immaginavi eh, questo mio nobile connotato che salverà le vacche di tutto il mondo dal macello?”, mentre comunque i lupi continuano a sbranare le lepri e i leoni le gazzelle, ma vabe’. Dopo ti portano in rosticceria perché sono dei tirchi, chiedono solo un trancio pizza senza alcuna traccia di cose saporite che diano gioia, e pagano ammucchiando spiccioli di varia natura nella bisaccia di juta verde, e tu sospiri e sai che domani starai di nuovo a chattare su Tinder, da sola sul letto, accanto alle bambole di quando eri criatura, che odi, hanno gli occhi storti e dovresti seriamente buttarle nel cesso;

Quelli che restano lucidi ad ascoltare quel che hai da dire solo se stimolati da contenuti sessuali, del tipo “una volta mia nonna CAZZO portò me e i miei fratelli DITALINO al campeggio per POMPA passare un weekend al mare FOTTERE”, altrimenti li vedi sbadigliare, oscillare a tavolino e infine guardare svogliatamente culi fasciati da leggins neri che passeggiano sul marciapiedi;

Quelli che sono molto previdenti e allora, nell’ipotesi di trasformare una serata in cui fanno il sacrificio di rinunciare alla partita dell’Udinese in una serata a vuoto in cui magari manco gliela dai – perché non ti senti in ordine e lui pensa “maro’, ma che me ne foootte!” – organizzano l’appuntamento in disco, così se parli di quanto hai sofferto durante l’ultima storia con un maschilista che non ti rispettava o ti sei vestita da Suor Mary di Dai cantiamo insieme, capiscono che tira male, guardano l’ora e ne approfittano. Ti trascinano a ballare in pista e, tra una giravolta e l’altra, si confondono come ninja nella mischia e ti ritrovi a ballare con la signora messicana delle pulizie, rimasta a sua volta incastrata tra i giovani perché ha sbagliato orario, e lui si va a guardare la replica della partita su Sky;

Quelli che ti lavano le orecchie e ci infilano la lingua fino a solleticarti il cervelletto, e mentre lo fanno fissi il soffitto in maniera drammatica, cercando di rammentare se nelle ultime 48ore hai passato i cotton fioc o almeno hai dato una scavata con l’unghia, oppure se rimarrà col grumetto giallo sulla lingua e dovrai dirgli che non ce la fai a continuare perché pensi ancora al tuo ex;

Quelli che li conosci da cinque minuti e, senza avere la minima idea della tua igiene personale, ti rivoltano e ti leccano il culo, e mentre stanno a mangiarti in mezzo alle chiappe con la fame scellerata da sagra del fusillo di Castel San Lorenzo e il vago tentativo di avventurarsi nel tuo buco con tutto il cranio, rievochi quella maledetta scoreggina che hai lanciato mentre lui metteva in moto e tu temporeggiavi fuori dall’auto;

Quelli che devono mettere a letto moglie e figli e ti chiedono un po’ di pazienza, di essere comprensiva, “sei bellissima, mi hai colpita dal primo istante”, e tu abbocchi come ‘na fessa. Ti danno un orario che si aggira intorno alle 10:30 della sera, ti senti un po’ prostitutina da tangenziale ma poi ti ricordi Sex and the city e ti dici oh, viva il femminismo, io della mia vita faccio quello che voglio, è il 2017! Allora ti programmi una cena leggera perché sai che dovrebbe succedere qualche capriola se Dio vuole, perciò giusto un hamburger di ceci e soia, e poi magari un filmetto cretino che non duri troppo, per smorzare l’attesa, ma il tizio alle 10:30 viene risucchiato in un buco spazio-temporale in cui vivono solo gli uomini sposati. Resti a muovere freneticamente i piedi e a fissare quel cazzo di messaggio su Whatsapp a cui non vengono le freccine blu, mandi 28 messaggi vocali a tre amiche arpie che ovviamente ti abbaiano “te l’avevo detto, povera cretina”, rileggi i tuoi diritti di donna sulla costituzione, invii una mail di lamentele a Franca Leosini. Alle 2 del mattino stai morendo di fame, i crampi ti fanno sentire Gesù nel deserto, sussurri frasi deliranti per la stanza, ti strappi le pellicine per l’umiliazione di aver aspettato inutilmente, e all’improvviso lui riappare leggiadro come Tata Francesca che sorride a inizio puntata, e ti invia un sms con “scusa ma mia figlia ha compiuto otto anni, me ne ero dimenticato, siamo andati a mangiare una pizza all’ultimo momento, ci sei adesso?”. Ovviamente tutto il saggio da premio Pulitzer sulla dignità femminile che hai scritto nelle ultime ore lo usi per sputarci dentro la gomma, ti aggiusti il mascara ed esci come niente fosse.

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