Posta del Cuore: “Ci amiamo dalle medie ma ho scoperto che ha un’altra”

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“Caro Pierpaolo,

era il 2002, avevo 11 anni, ero in prima media. Tra i corridoi ho conosciuto l’amore della mia vita. 13 anni e la faccia da schiaffi più bella che avessi mai visto. Il nostro primo bacio è stato nel bagno della scuola. A stampo, tremolante e stupendo. Mi sono innamorata subito. Lei donna, io donna. Eravamo delle bambine e i nostri genitori ci hanno messo un secondo a scoprirci e a metterci i bastoni tra le ruote. Ma abbiamo tenuto duro e coltivato il nostro amore. Si può parlare di amore a 11 anni? Io credo di sì.
Poi è arrivata l’estate ed è finita. Lei ha iniziato le superiori in un’altra città ed è sparita. Sono stata malissimo, ma alle superiori sono diventata la prima della classe e mi sono fidanzata con un ragazzo splendido. Ma non l’ho mai dimenticata.
Otto anni dopo scopro di un grave lutto che ha colpito la sua famiglia. Decido di scriverle e tutto ricomincia da dove l’avevamo lasciato. Lascio il mio fidanzato, lascia la sua fidanzata e, siccome i miei genitori sono ancora contrari, abbandono casa, l’università, inizio a lavorare e vado a vivere con lei. Una storia stupenda, da film. Sogniamo in grande, parliamo di matrimonio e scegliamo una clinica spagnola in cui provare la fecondazione assistita. Conviviamo da 5 anni, è tutto perfetto, fino a quando due settimane fa scopro 8 mesi di tradimento con la sua collega. Negli ultimi tempi era strana, usciva spesso con lei, ma non mi sono mai preoccupata perché non ha mai smesso di farmi sentire amata.
Quando lo scopro credo di morire, però non me ne vado e decido di analizzare la questione con calma. Lei mi chiede scusa, giura di amarmi, dice di aver sbagliato. Ma otto mesi sono tanti per parlare di uno sbaglio. Mi confessa che le diceva ti amo e che hanno fatto l’amore. Due sere a settimana la portava in giro come la sua “fidanzata”, io la aspettavo a casa mentre sceglievo il mio vestito da sposa. Alle due di notte tornava e mi dava un bacio, e dormivamo abbracciate. Mi domando se davvero so chi sia. Non posso credere che la persona che mi ha fatto così tanto bene può avermi fatto anche così male.
La amo, ma ogni volta che la guardo ho paura che possa rifarlo. Le ho messo la mia vita tra le mani e lei l’ha completamente calpestata. Torneremo mai a essere felici? Vale la pena di riprovarci?

Con affetto,

Anonima.”

Cara Anonima,

nonostante sia impopolare dirlo, io sarò sempre dell’idea che l’amore non è un concetto da salvare a ogni costo, neppure da difendere con frasi dannose come “l’amore vince tutto”. Anzi, convincersi che l’amore per gli altri debba sacrificare l’amor proprio è esattamente ciò che incula tante persone fragili, insicure, certe di non poter sopravvivere da sole o di dover perdonare le malefatte.
Sono anche di un altro avviso: l’amore non ha sempre la stessa forma, e di conseguenza lo stesso valore. Non è universale. Soprattutto se lo accostiamo al fattore età. Io, personalmente, mi sono innamorato a 12 anni, poi a 15, poi a 21 e poi a 24: in tutti e quattro i casi avrei giurato che fosse l’amore assoluto, passionale, l’amore dei film e quello delle fiabe, per cui lottare con la spada e a cui sentirmi destinato. Ricordo, con tenerezza, che a 16 anni, dopo essere stato piantato, pensai “non riuscirò a innamorarmi mai più”. Ogni volta mi hanno masticato e sputato. Sono stato tradito, ingannato, umiliato. Ho tradito e ingannato allo stesso modo. Quando poi sono cresciuto e mi sono avvicinato ai trenta, il mio modo di provare emozioni è cambiato, si è irrobustito, affinato. È diventato più consapevole, ha smussato tante credenze troppo spigolose, ha calibrato meglio il tiro per stabilire quale tipo di partner fosse compatibile.
L’amore è un cazzo di guaio, cara Anonima. È fatto di compromessi quotidiani. Non solo con l’altro, ma soprattutto con noi stessi. L’amore è nella nostra testa, ma spesso dimentichiamo che deve avere a che fare con la realtà delle cose. Per amare al meglio, dobbiamo prima di tutto essere forti e maturi. Con questo non voglio assolutamente svalutare il vostro rapporto. Voglio solo invitarti a riflettere sul fatto che vi siete incontrate quando eravate in effetti due bambine con tanti sogni. Ora state crescendo, e con voi crescono anche le prospettive, si mettono in discussione i progetti. Si comincia, volendo o no, a guardarsi intorno perché aumenta la voglia di scoprire, di fare esperienze.
Per questo sarebbe utile vivere due volte: una per sperimentare, una per stabilire quale, tra le tante esperienze fatte, ci piace di più.
Forse lei sta cambiando e non te ne sei resa conto. E niente al mondo può fermare i cambiamenti. Neppure la promessa di fermarli, di esorcizzarli, di non averne bisogno. Non possiamo restare ciò che eravamo a 13 anni. I cambiamenti distruggono e rinnovano tutto, ma a volte sono essenziali per scoprire la verità sul nostro conto. Non ostacolare mai la verità e i cambiamenti, come i tuoi genitori ostacolarono il vostro giovanissimo amore.
Non posso dirti se è il caso di salvare la relazione, di perdonarla, di fidarti ancora. Penso, come te, che otto mesi non siano uno sbaglio, una svista. Questa è l’unica certezza che mi sento di darti. Otto mesi non sono un limone dato in un locale a un’estranea, in una serata di alcol, e poi archiviato come nulla di importante. Otto mesi sono uno stile di vita. Un progetto parallelo al vostro. Sono tante bugie meditate. Otto mesi sono da vera stronza. “Stronza” e “amore” non vanno molto d’accordo.
Un tradimento sessuale, insomma, non mette in dubbio il rapporto, perché scaturisce dall’immediatezza del momento, dalle frustrazioni di un brutto periodo, dai nervosismi di un litigio. Un tradimento d’amore, invece, sì, perché sottrae energie a un legame per darle a un altro. E a parte tutto questo chiediti: riuscirai a fidarti ancora di una ragazza che per otto mesi ti ha mentito? Riuscirai davvero a pensare a fecondazione e futuro insieme con una ragazza che ha parlato di figli nonostante una relazione parallela?
Ti prego, non anteporre la paura di restare sola, o peggio la convinzione di non riuscire a innamorarti ancora, alla tua dignità. Non anteporre l’amore per lei all’amore per la giustizia. Se la tua fidanzata sta cercando di volare altrove, ma non ha il coraggio di farlo e resta con due piedi in una scarpa, dimostrati più matura di lei: lasciala volare.
Sei ancora così giovane per sciuparti dietro alle bugie.
Un bacio grande.

Se vuoi leggere le altre lettere, clicca su LA POSTA DEL CUORE

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