Posta del Cuore: “Sono nera, vergine e non voglio essere un pezzo di carne”

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“Ciao Pierpaolo,

ti scrivo perché ti ho scoperto su Instagram da poco. Sono una ragazza di quasi 25 anni di origine africana, nata in Costa d’Avorio e cresciuta in Italia. Ho lasciato l’università quasi alla fine del terzo anno di economia, e attualmente lavoro part time in un negozio di scarpe. Mi vergono un po’ a dirlo ma sono vergine e non ho mai avuto uno straccio di ragazzo. Forse è anormale. A volte rimango davanti allo specchio chiedendomi il perché.
Fisicamente non sono questa gran cosa. Insomma, grassa, non particolarmente bella e bassa. Dei giorni mi trucco e mi vedo “una figa”, altri no.
Ho un carattere “particolare”. Spesso sono paranoica, a volte un po’ infantile e una gran rompipalle. Soprattutto con i ragazzi, perché forse pretendo troppo. Voglio il messaggio di buongiorno e della buonanotte, mi faccio mille paranoie se visualizzi e non mi rispondi subito, ti racconto vita, morte e miracoli su di me, anche se mi hai solo chiesto come è andata la giornata. E sono anche molto permalosa.
Mi dico sempre di non buttarmi a capofitto, ma quando un ragazzo si mostra interessato a me, quasi mi immagino come potrebbero essere i nostri figli color cappuccino (perché ho una predilezione per i ragazzi bianchi).
E infine sono vergine, appunto. Qualche rapporto orale, manuale (si può dire?) l’ho avuto, ma non mi sono mai sentita pronta al punto da andare oltre. Oppure la mia verginità risulta così ambita che lottano per averla, e allora sono io ad allontanarli.
Mi sono resa conto che molti sono affascinati dal mio essere nera. “Andare” con una nera fa figo, è qualcosa di più eccitante, diverso, passionale, (senza offendere le bianche, ma così mi hanno detto).
Mi sento vista come un pezzo di carne prelibata e ci sto male. Diventa una situazione di razzismo al contrario. Vorrei innamorarmi di qualcuno che veda oltre il colore della mia pelle, che veda una persona che a volte si sente sola, a disagio con se stessa e con il mondo.
Ho pensato che se il mio principe azzurro c’è, se è destino arriverà, e che intanto non ha senso privarmi dei piaceri sessuali.
Forse vorrei che mi spiegassi come si fa a capire gli uomini, in modo da non soffrire.

Anonima.”

Ciao Anonima,

be’, tanto per cominciare, non ti risponderò se è normale o no essere vergini a venticinque anni, perché la normalità non esiste. C’è gente a cui non interessa neanche, il sesso. Perciò è tutto davvero relativo. Se sei vergine vuol dire solo una cosa certa: che l’hai voluto tu.
Nella tua lettera leggo tantissimi pretesti per legittimare la scelta di aspettare, quasi a voler chiedere scusa. È una scelta provocata solo tu sai da cosa. Quel che posso intuire sembrerebbe semplice e banale paura, come l’hanno avuta tutti, la prima volta. Caricata da troppe aspettative e troppi fronzoli convenzionali con cui hai avvolto il tema del sesso. La paura è come una pianta infestante: se non la affronti subito mette troppe radici.
Da una parte c’è una visione romantica e sognante della fine della tua verginità, vissuta con un fantomatico principe azzurro, che a quanto mi dicono ha smesso di presentarsi più o meno il giorno dopo che la cazzata del principe azzurro è stata raccontata. Dall’altra c’è una malcelata e sincera voglia di esplorare finalmente la tua sessualità, e di liberare questo tuo corpo che giudichi, critichi, studi, consideri un pezzo di carne, forse più di quei ragazzi che hai citato e che ti desiderano in quanto “nera”.
Credo che la soluzione sia una sana e rivoluzionaria ventata d’aria su tutti questi spauracchi incollati alla tua coscienza. Scrollati di dosso le domande diventate ossessioni e le paure che usi come steccati. È evidente che desideri farlo, perciò sorridi all’amore. E bada bene, l’amore non è solo quello dei romanzi, che si traduce nell’uomo giusto, il prodotto egoista delle tue fantasie. L’uomo con la rosa in mano, una promessa di vita, una camera d’albergo di lusso e una vasca da bagno intrisa di essenze floreali. Se ti appigli a questa immagine carichi di aspettative eccessive e insostenibili non solo te, ma anche chi vorrebbe conoscerti e frequentarti.
Il tipo giusto è un semplice ragazzo con cui stai bene, che ti rispetta come tu rispetti lui. Tutto il resto è narrativa harmony.
Un bacio grande e sorridi di più a te stessa davanti allo specchio.

Se vuoi leggere le altre lettere, clicca su LA POSTA DEL CUORE

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