Posta del Cuore: “Non volevo più amare e lui mi ha preso in giro”

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“Ciao Pierpaolo,

lo scorso anno si è chiusa la mia storia d’amore decennale e ricominciare non è stato semplice ma, piano piano, sono riuscita a venirne fuori. Durante questo percorso di rinascita si è inserita nella mia vita una persona, ma io sono stata chiara: ho sofferto tanto e non sono in grado di amare ancora.
Passano i mesi, lui non demorde e le mie amiche mi consigliano di cedere almeno all’invito a cena, perché, per loro, vedere qualcuno mi aiuterebbe, considerando che son passati dieci anni dal mio ultimo “primo appuntamento”. Passo così una delle serate più interessanti della mia vita. Iniziamo a frequentarci, con calma e con le mie continue richieste di essere solo amici. Tempo tre settimane e mi ritrovo a godermi un dolcissimo primo bacio. Da quel momento in poi ho passato due mesi romantici, tra promesse che mi ha fatto e progetti che già sognavamo di realizzare. Mi ha addirittura fatto conoscere la sua famiglia e, nonostante fosse tutto così rapido, mi sono trovata molto a mio agio in questa nuova coppia.
Poi è cambiato tutto. Dall’oggi al domani si è chiuso in se stesso e ha lasciato anche me fuori dal suo mondo. Mi ha detto che è già successo in passato, che non può promettermi che andrà tutto bene, che non sa perché sta così. Addirittura ha considerato l’ipotesi di un aiuto esterno. Ovviamente prima gliene ho dette di tutti i colori, considerando che il giorno prima diceva di “aver bisogno di me”, che voleva fossi la sua compagna di vita e madre dei suoi figli. Considerando anche che è stata una fatica immensa per me fidarmi di lui e lasciarmi andare e adesso, senza alcun motivo vero, mi sento fatta fuori da un progetto che stava diventando la mia vita. Poi, però, da eterna romantica (e pure “capatosta”), gli ho detto che voglio rimanere al suo fianco, anche se sarà doloroso, perché quello è il mio posto e l’amore risolve le cose, nel bene e nel male. Così continuiamo a vederci un paio di volte a settimana, ma non mi bacia, non mi sfiora nemmeno per errore. Non sorride nemmeno, alcune sere. Parliamo del più e del meno come fossimo due vicini di casa, quelli, però, che mai si chiederebbero un po’ di sale. Quando ci sentiamo, lui è molto freddo: buongiorno e buonanotte come me li manderebbe un uomo glaciale, ogni tanto qualche “come stai”. Io cerco di alternare risposte formali a messaggi d’amore appassionati in cui voglio senta il mio affetto. In ogni caso, soffro davvero tanto. Mi sento una stupida per essermi lasciata andare così, ormai è troppo tardi per tornare indietro: lo amo già.
Cosa dovrei fare? Faccio bene a stargli accanto lo stesso, con pazienza e amore, oppure dovrei lasciarlo perdere, soffrendo tanto adesso, ma considerandolo come un bene per me?

Anonima”

Cara Anonima,

abbiamo due prime volte nella vita: la prima, quella vera, ci fa addentrare in un mondo di emozioni e di comportamenti che non conosciamo, e che neppure impariamo. Non siamo né predisposti né intenzionati alla conoscenza, al riconoscimento di ciò che è giusto o sbagliato, che fa bene o fa male. Non c’è educazione nella prima volta sentimentale, ed è vano ripetersi “almeno ho imparato la lezione”. No, non si impara niente. Proviamo gioie grezze e travolgenti, ci abbandoniamo al travaglio come adolescenti che pasticciano con le droghe leggere, e la perdita risulta quasi totale, ci spolpa, ci annienta. La prima volta, in definitiva, non è un addestramento, ma un esperimento. Dall’esito positivo o negativo, non importa.
La seconda, invece, è l’occasione reale per istruirsi. Molti non lo sanno, ma è quella davvero preziosa per la concezione dell’amore e del significato che ha per la propria esistenza.
In questo caso le nostre emozioni si trovano nel bel mezzo dello sviluppo decisivo. Né troppo acerbe ma neppure mature. Hanno salutato il liceo ma non sanno ancora niente dei legami duraturi, della famiglia, di un focolare per due. Con la seconda volta abbiamo l’imperdibile opportunità di decidere il nostro futuro sensoriale, il carattere con cui ci approcceremo al lavoro, agli amici che ci porteremo nell’età matura, alla dimensione sociale. La seconda volta, in certi casi, ci forma per sempre.
Cara Anonima, a questo punto puoi decidere se fraintendere oppure capire. Puoi fraintendere l’amore e credere, nel caso in cui vada male, che sia l’eterno inganno intenzionato a ferirti, deluderti, strapparti alla tua zona di confort e alle tue corazze, solo per farti penare ancora e ancora, quasi per goliardia. Oppure puoi capire che la vita e l’amore sono un’unica esperienza mutevole, selvaggia, casuale, che ha tante facce, tante conclusioni e tanti inizi. Questo ragazzo attuale, il tuo secondo piccolo amore, non credo proprio sia stato falso nel prometterti affetto e legame, per poi ritrattarli. Certo, là fuori formicolano tanti stronzi, ma questo non vuol dire che chiunque non sia disposto ad andare fino in fondo sia uno stronzo. Ognuno ha la sua storia, la sua battaglia, e va rispettata. È triste, è l’amaro in bocca, è il chiedersi “dove ho sbagliato? È colpa mia?”
Il fatto è che certe volte va male e basta. Punto. Non puoi farci niente, non ci sono motivi particolari, oppure ci sono ma non ti riguardano, nessuno te li svelerà. Vorresti davvero un mondo in cui l’amore sia un contratto dalle clausole marziali, in cui una volta preso un impegno tu non possa più fare un passo indietro? L’amore deve essere bello, delicato, divertente, un gioco a due. Se non lo è, che senso ha? Vada a fanculo!
Mi dispiace sempre tanto quando leggo nelle lettere “ormai è troppo tardi per tornare indietro”. Una specie di rassegnazione, come se “o va bene adesso oppure non ce la farò mai più”. No, cara Anonima. Ci sono cose peggiori di un rapporto che non funziona. La bancarotta, un carcinoma, la perdita di un genitore, un uragano che ti spazza via la casa dopo vent’anni di mutuo. Davvero credi che la tua esistenza sia riassumibile in questo, nella sconfitta data da un amore che non va?
Guardati intorno. L’amore è ovunque, non solo negli uomini che vanno e che vengono. Capisco il desiderio umano di costruire un futuro, di farsi una famiglia e delle certezze, ma non puoi cadere in pezzi nel momento in cui un uomo decide di lasciarti continuare da sola. Vorrebbe significare che dai valore a te stessa solo nel caso in cui ti vedi come la metà di un rapporto.
Perciò, adesso, puoi decidere: inginocchiarti, singhiozzare e decretare che l’amore sia solo angoscia, o rialzarti, salutare con un bacio sulla guancia un uomo che sta combattendo il suo personale problema, e continuare con la tua vita, scoprendo che lui è il secondo e non sarà di certo l’ultimo.
Ti abbraccio.

Se vuoi leggere le altre lettere, clicca su LA POSTA DEL CUORE

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