Posta del Cuore: “Esco solo con uomini impegnati e poi ne soffro”

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“Ciao Pierpaolo,

ti seguo da parecchio e leggo le storie che pubblichi e, posso assicurarti, che danno molta forza a tutti noi. Sono una donna di 30 anni. Dicono tutti che io sia molto solare, socievole, per certi versi pazzerella. Amo la vita, amo divertirmi, amo tutto quello che mi circonda e, soprattutto, amo far stare bene le persone. Non riesco a vederle soffrire.
In qualsiasi situazione riesco a sorridere. Sorrisi sinceri, di insicurezza, di timidezza, isterici, tristi. Ma solo quando sto insieme alle persone. Da sola piango molto. Piango quasi ogni giorno. Soprattutto quando sono strafelice, che dura poco e poi arrivano le lacrime. A volte senza motivo, a volte un motivo ce l’hanno.
Continuo a fare danni nella mia vita. Riesco solo a intrattenere relazioni con uomini sposati o fidanzati. Mi lascio travolgere e stravolgere dalla passione e, a volte, la scambio per amore. Affretto tutto e mi faccio del male. Attualmente intrattengo una relazione con due uomini, entrambi fidanzati, e mi sa che in una finirò per bruciarmi perché, sabato, preso dall’eccitazione lui mi ha chiesto se lo amassi, ed è quasi come se mi avesse imposto di dirgli di sì. Premetto che qualche giorno prima, messaggiando, ha esordito con “lo so che tu mi porterai a essere completamente tuo e a lasciare tutto il resto”. Dopo aver fatto l’amore, sabato, ci ha tenuto a precisare che mi ha voluto solo mettere in discussione. Io non ci sono rimasta male, di più! Ma non perché io lo ami (sinceramente non credo di amarlo), ma perché se è arrivato a chiedermi cose del genere vuol dire che ci ragiona, e questa presa in giro non va bene.
Vorrei sapere cosa ne pensi tu al riguardo.

Anonima.”

Cara Anonima,

generalmente, chi pensa al prossimo e antepone la felicità e la cura altrui alle proprie, è una persona che ha poca stima di sé. I motivi possono essere infiniti e nascondersi nell’infanzia, nella crescita, nel rapporto coi genitori, in un insegnante che l’ha torturata a scuola, in un uomo che l’ha illusa o maltrattata. È come la sindrome del bullizzato in classe, che poi si convince di meritare solo il male e gli sgambetti dalla vita. Insomma, non posso conoscere il tuo caso, ma il comune denominatore di chi preferisce gli uomini sposati o impegnati è spesso questo, il non credere di meritare l’amore e la stima del prossimo. Lo so perché succede anche a molti giovani gay. È successo anche a me. Rifiutati dalla società, impauriti dal giudizio dei genitori che ci vorrebbero diversi, ci dedichiamo a relazioni spinose, complicate, turbolente, che vanno a finire male, solo per poter gridare che avevamo ragione, che non siamo destinati a niente di buono, che gli altri ci odiano e perciò ci odiamo anche noi.

Dunque, la persona che fa l’amante cronica predilige la sfida/condanna dell’uomo impossibile. Un po’ per cercare la conferma di valere abbastanza, tanto da voler indurre quell’uomo a mettere in discussione il suo rapporto già in corso. Un po’ per rivivere il dolore del probabile rifiuto che ne consegue, quando l’uomo pone fine alla tresca per non rovinare la sua famiglia o perché il divertimento con l’amante è arrivato al capolinea. Quel dolore invisibile che è dentro e in cui si è intrappolati. È un circolo vizioso.
Ora, non mi piace giudicare e ognuno, in cuor suo, conosce le proprie dipendenze. C’è la sigaretta, c’è l’alcol, c’è il cibo spazzatura, c’è il fare l’amante. Non è una questione di giusto o sbagliato, perché questo lo decide la persona interessata, che sa bene cosa sta facendo, le persone che mette in pericolo e che potrebbe ferire giocando col fuoco. Il problema è quando una dipendenza ti rovina la vita, e sappiamo che tutte le dipendenze prima o poi ci riescono. A volte sono conseguenze fisiche, come le malattie respiratorie che porta il fumo, altre sono invece caratteriali o emotive, condotte dalle cattive abitudini in fatto d’amore. Se vuoi spezzare questo circolo vizioso, prevenire i futuri danni e tornare a essere una ragazza equilibrata, a goderti le tante possibilità affettive e di qualità che la vita può offrire, allora dovrai essere più forte dei motivi che ti spingono verso uomini impegnati. Devi decidere di cambiare.
Non è facile, certo. Puoi chiedere aiuto a un amico, a uno psicologo, e te lo dico perché se mi scrivi vuol dire che non ti piace quel che stai passando. Credimi, si può essere felici, e c’è più gusto nella gioia che nei pianti quando si è da soli. Forse sembra che soffrire dia più sapore alla vita, sembra renderla più scenografica rispetto allo stare da soli nell’attesa del tipo giusto, ma se continui così potresti finire con lo svegliarti una mattina ed essere incapace di concederti qualcosa di buono, qualcosa al di fuori del complicato. Proprio come si fa con le sigarette, che non riesci a smettere anche se ormai ti fanno tossire.
Trova il modo di svoltare. Scoprirai che il tempo perso in quei letti in cui eri di troppo era solo tempo che toglievi a te stessa.

Se vuoi leggere le altre lettere, clicca su LA POSTA DEL CUORE

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