Posta del Cuore: “Sono entrata in depressione a causa di mio padre e del mio ex”

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“Ciao Pierpaolo,

mi sento sempre dire che l’amore a 20 anni non è amore vero e che se fa male poi passa. Che ho tutta la vita davanti e che devo smetterla di vivere nel mondo dei sogni.
Tre anni fa un mio amico si è dichiarato, ma io non ricambiavo. Lo trovavo poco interessante, senza alcun punto in comune e soprattutto un classico “morto di figa”. Un giorno, per accontentarlo, ho accettato il suo ennesimo invito a uscire e me ne sono perdutamente innamorata. Sembra una sciocchezza, ma l’ho visto sotto un’ altra luce, eravamo identici.
Scatta il primo bacio (insieme ad altro) e passiamo i tre anni più belli che avessi mai vissuto. Questo finché non parto per inseguire il mio sogno e diventare una ricercatrice, iscrivendomi a Medicina. Siamo lontani 800 km, lui non fa altro che dirmi che l’università è inutile e che con medicina non troverò facilmente lavoro. Io assorbo le sue parole, ma resto zitta e vado avanti. In quel periodo scopro che mio padre ha tradito mia madre e la mia fiducia negli uomini cala. Entro in una simil-depressione e lascio lo studio, mi passa la voglia di far qualsiasi cosa. Resto a letto per giorni interi, senza mangiare e dormendo pochissimo, perché impegno il mio tempo a piangere e a guardare programmi sui tradimenti.
Il mio lui si fa sempre più pressante, mi chiama una volta ogni due o tre giorni per rinfacciarmi di aver preso una facoltà così lontana, finché non mi dice quella frase che fa rabbrividire a qualsiasi età: “non ti amo più”.
Quella simil-depressione diventa una depressione a tutti gli effetti, perdo 14 chili in meno di un mese e mia mamma preoccupata mi manda da uno psocologo, che sinceramente si dimostra inutile.
Le mie coinquiline mi convincono ad andare a una festa, ma tutte le persone che si avvicinano mi infastidiscono soltanto. Per la noia apro Facebook e scopro una foto di lui con la sua nuova ragazza. Quello che penso immediatamente è “brutto stronzo, sono passate solo tre settimane e già ti fai un’ altra”.
Tornata nel mio paese dopo vari mesi, lo incontro per chiarire la situazione, ma lui mi bacia chiedendomi di spogliarmi perché vuole fare l’amore con me. Io sono un misto di pianti e voglia, ma come se non bastasse, mentre mi bacia risponde alla sua ragazza per messaggi. Pentita e arrabbiata da morire, torno a casa e gli mando un messaggio dicendo che lui è solo un porco e che deve sparire dalla mia vita. In risposta lui mi manda la foto del suo pene scrivendo come didascalia “stai calma”.
Sono passati mesi e io ancora adesso ho riluttanza verso l’uomo. Anzi, verso il maschio, perché di uomini ne sono rimasti pochi. Però ho capito una cosa: mi amo sola. Mi curo di più, adesso. Ho cresciuto i capelli e i miei voti sono alti. Sono felice così, immersa nel mio mondo, dove arriva un ragazzo su una motocicletta che mi porta in giro  per il mondo e che non mi dirà mai “non ti amo più.”

Anonima.”

Cara Anonima,

parto da dove tu hai concluso la lettera: «non mi dirà mai “non ti amo più.”»
Pensare ciò è impossibile, sciocco e deleterio. Solo i bambini ragionano così.
Hai presente quando si verifica un disastro aereo e, nei giorni seguenti, ai Tg appaiono continui servizi su incidenti sparsi per il mondo? Oppure quando una scossa di terremoto colpisce una città, e l’attenzione mediatica si concentra su tutti i terremoti che nello stesso periodo flagellano altre nazioni? La sensazione che attraversa lo spettatore è semplice: mio Dio, che sta succedendo al pianeta? L’apocalisse, Gesù Cristo che ci castiga, un complotto governativo, siamo in balia dell’emergenza, aiuto.
Si chiama plagio e credo che nella tua vita abbia agito molto, più degli eventi concreti. Capita spesso e non per questo si può declassare la sua serietà. Anzi, se lasciato incancrenire, è uno dei mali più feroci e resistenti che possono affliggere una vita.
Mentre la malattia, gli incidenti fisici, un licenziamento, sono frutto della realtà che si sperimenta sulla propria pelle e che ha effetto diretto e concreto sul quotidiano, la suggestione opera invece sul luogo comune e sulla visione delle cose. Essere mollati mentre si ama, per esempio, può insinuare, in una persona fragile, l’idea che ogni amore porti inevitabilmente all’abbandono.
La mente inganna, dice un mio amico psichiatra: è capace di distorcere la realtà e dunque di convincerci di cose irreali, di esasperare una paura.
Tuo padre e il tuo ex ti hanno segnata parecchio. Il tradimento di tuo padre ha stigmatizzato un caso personale e “isolato” – cioè quello del singolo individuo, che è appunto tuo padre – espandendolo all’intero sistema maschile: siccome tuo padre ha tradito, tutti gli uomini sono infedeli. Allo stesso modo, il tuo ex ha sminuito le tue scelte accademiche e la tua concezione dell’amore, criticandoti, lasciandoti, fidanzandosi con un’altra e usandoti poi per del mero sesso. Perciò questo lo traduci in un banale “tutti gli uomini mi lasceranno a causa delle mie decisioni”.
Cara Anonima, devi combattere quest’idea illusoria perché è paralizzante, ti preclude esperienze che vanno dai rapporti affettivi alla crescita lavorativa. Non puoi camminare in un mondo accerchiato da nemici che non esistono. Non puoi andare avanti col terrore di essere respinta sentimentalmente. È la fuga per eccellenza dai problemi, che denota la volontà ingenua di evitare il dolore, di girargli intorno per non incrociarlo mai più: è come dire che non vuoi vivere, o che vuoi vivere secondo le tue regole.
Siamo tanti. Siamo miliardi di persone. Ci sono i romantici, i porci, i falsi, i sognatori, gli ipocriti e gli ostinati. Non possiamo eliminare quelli che secondo noi sono inappropriati, sarebbe un’utopia. Non possiamo scegliere di eludere una parte di loro, sarebbe da vigliacchi, ed essere vigliacchi vuol dire dichiararsi in pericolo, vuol dire coltivare le proprie debolezze e legittimarle, vuol dire esporsi continuamente alle probabilità che qualcuno possa arrivare e mortificarci. Se invece impari a gestire te stessa, i tuoi timori, i tuoi nervi scoperti, non avrai alcuna difficoltà a confrontarti con qualunque tipo di uomo.
Non preferire un errore madornale solo perché è più attraente del rimboccarsi le maniche e guardarti allo specchio.
Abbiamo tutti la forza necessaria per guarire da noi stessi.
Un bacio.

Se vuoi leggere le altre lettere, clicca su LA POSTA DEL CUORE

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