Posta del Cuore: “Non sono più una crocerossina, eppure voglio salvarlo”

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Ciao Pierpaolo,

ho 25 anni e, dopo una delusione cocente e una serie infinita di casi umani – voluti e non – dovrei aver capito come funzionano le relazioni. E invece no.
Mi sono innamorata di nuovo, e come una cretina, aggiungerei. A differenza del mio primo ragazzo – beata ignoranza dei 18 anni – per il quale provavo qualcosa di folle, immenso, bruciante e sofferente, questo ha quasi vent’anni più di me, un matrimonio fallito alle spalle e una relazione successiva che lo ha segnato molto, ma di cui non so nulla.
È iniziato come un gioco di letto, eravamo sulla stessa lunghezza d’onda, scemi uguali e sfortunati allo stesso modo. Il problema è che entrato nella mia quotidianità, con messaggi per il buongiorno e per la buonanotte, gesti da coppia. E io, piano piano, me ne sono innamorata.
Gli leggo in faccia lo stesso dolore che ho patito io, lo stesso momento buio che, per me, è sfociato in una depressione profonda, e che solo il supporto di chi mi era vicino mi ha spronata ad affrontare. Il mio ex mi aveva distrutta ma ho imparato a combattere i miei demoni, i miei problemi. È stato un percorso lungo e spesso faticoso, ma oggi non corro più dietro a nessuno, ho imparato a frenare l’istinto da crocerossina perché le persone si salvano solo se vogliono essere salvate, e non per compiacere il loro smisurato ego. Ho imparato che l’amore non si può esigere, che bisogna solo essere se stessi e sperare che chi è dall’altra parte veda in te ciò che non ha mai visto in nessun altro. Insomma, sono una persona più equilibrata e razionale.
La gelosia cominciava a regnare sovrana nel nostro rapporto e gliel’ho confessato. Abbiamo chiuso una volta, ma dopo pochi giorni abbiamo ricominciato a vederci. Mi mancava, gli mancavo, e la sua assenza era più dolorosa della sua presenza. Non avevo questa smania di convincerlo ad amarmi, ma le cose non sono andate comunque bene, perché la gelosia non passava e io ero sempre più scorbutica e nervosa, riversando nel sesso la rabbia e la passione che non potevo dimostrargli in altri modi. Per lui è sempre stato un rapporto di letto: mi vuole bene, sono stata una buona amica, una confidente e una straordinaria amante, ma nulla di più. Inutile dirti che abbiamo discusso ancora e questa volta l’ho ferito nel punto più dolente: la sua ex, una donna a cui è ancora legato, che continua a vedere regolarmente in amicizia, ma che non gli permette in questo modo di metabolizzare la rottura, nonostante gli anni passati.
L’ho accusato, l’ho ferito e poi ho voluto spiegargli il perché di certe mie frasi. Ho dovuto riguardare indietro, al mio passato che brucia ancora parecchio dentro di me.
È cambiato tutto, da allora. Mi manca terribilmente. Ogni tanto ci sentiamo, l’attrazione è tanta e lui sembra indeciso, perché per quanto stia bene con me, non vuole tornare a discutere. Io vorrei buttare tutta la ragione e il cuore fuori dalla finestra e chiudermi in casa sua a far l’amore per tutta la notte. E anche qui sbaglio, perché per me è far l’amore, per lui è sesso.
E niente, questa è la storia di una scema che sa benissimo di sbagliare nel desiderare ancora un uomo che non la vuole e che non la merita. Ma vorrei comunque un tuo parere, uno spunto per dimenticare e andare avanti, anche se non vorrei.

Anonima.”

Cara Anonima,

spero di non deluderti se non faccio troppe cerimonie, capriole filosofiche o se non appoggio le tue paturnie. Queste storie appaiono – almeno dall’esterno – molto semplici. Capisco il tuo dolore, gli stati d’animo, il senso amaro della rinuncia e della sconfitta, il passato che ronza con le sue delusioni, ma se un uomo non ti ama o non è disposto a provare certi sentimenti, tu non puoi che accettarlo. Per tua stessa dichiarazione, hai capito che “salvare” chi non ha voglia di essere salvato è inutile. A me, sinceramente, non piace neppure parlare di salvezza, perché è tutto relativo. La sua situazione di quarantenne con una ex, il suo essere indisposto nei confronti dei legami, a te può sembrare come uno stato di difficoltà, di stallo penoso che necessita di essere sbloccato, ma magari lui sta bene con se stesso, con il bagaglio seppur pesante che la vita gli ha consegnato. Tu lo vedi come un fardello, lui magari come esperienza di cui non vuole liberarsi, perché, cara Anonima, le esperienze, sfortunate o liete, ci rendono vivi, ci danno ricordi.
Potresti lasciarlo e smaltire la “sbornia” emotiva, e invece decidi deliberatamente di continuare a stare male, di torturarti. Da me si dice “te la canti e te la suoni”. Oltretutto devi comprendere anche lui: ha quarant’anni, sarà stanco, probabilmente starà a posto così in questo momento, e ha un’ex nella sua vita che è una figura importante, ed è ingiusto da parte tua essere gelosa. Non è solo una rivale, è un pezzo della sua storia, un affetto.
Non sei più una crocerossina, dici, ma crescere e maturare vuol dire proprio accettare i no della vita. Stare male è troppo facile, è troppo comodo, vuol dire crogiolarsi nella scelta più semplice e dare poi la colpa delle conseguenze al caso. Ma non è il caso ad agire, sei tu, puoi fare la cosa più giusta e intelligente per te. Se per lui è solo sesso e vuole conservare una buona amicizia, rispettalo. Se a te non sta bene hai la facoltà di archiviare e passare oltre, ma non obbligarlo ai tuoi voleri. Rischieresti di snervarlo e allontanarlo ulteriormente, e così perderesti una persona, impoverendoti. Io tenderei invece alla conservazione degli affetti.
Le cose impossibili sono squisite ma, come il cibo fritto, fanno male.
Un caro abbraccio.

Se vuoi leggere le altre lettere, clicca su LA POSTA DEL CUORE

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