Posta del Cuore: “Violenze nel passato, amante nel presente”

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“Ciao Pierpaolo,

la mia storia inizia dieci anni fa, appena diciottenne. Sono stata picchiata da quello che era il mio fidanzato, il ragazzo con cui fai tutto per la prima volta. E non so se picchiata è il termine giusto, a volte non riesco neanche a definire nel modo corretto quello che mi è successo. Il dopo lo puoi immaginare. Il dolore è stato immenso. Ho passato mesi e mesi a fare una vita che sembrava normalissima dall’esterno e a piangere continuamente quando ero da sola nella mia stanza. Una sera ho pianto talmente tanto da non avere più forze e lì ho capito che dovevo scegliere, o morire o reagire. E ho reagito. Giorno per giorno. Mi sono laureata e ho cambiato città per la specialistica. Ho lavorato come ragazza alla pari e sono riuscita ad andare da una psicologa che mi ha insegnato il gioco dei dieci minuti. Ogni giorno per dieci minuti devi fare qualcosa per te, qualcosa di nuovo. Per esempio anche solo mettere lo smalto alle unghie! Ho imparato così a prendermi cura di me e ho lenito le ferite.
Dovevo tornare a casa per Natale e ho deciso di usare i miei dieci minuti del giorno per truccarmi ed essere carina per andare all’aeroporto. Lì, nella sala d’attesa, ho conosciuto S. Io single, lui aveva appena chiuso una storia di dieci anni per una ragazza incontrata quell’estate. Da quel momento io e S. non abbiamo mai smesso di sentirci e di piacerci. Per me è stato il primo uomo che ho desiderato avere accanto anche fisicamente. Ma lui era fidanzato e non siamo mai andati oltre alle passeggiate insieme mano nella mano, alle lunghe chiacchierate e alle notti passate a scriverci. Mai un bacio, nonostante le farfalle nello stomaco. Quando lei veniva a trovarlo io sparivo, e quando lei andava via lui mi scriveva. Abbiamo passato così tre mesi, poi io ho conosciuto un altro e ho iniziato ad uscirci. Appena S. l’ha scoperto sì e arrabbiato tantissimo. Una scenata di gelosia in piena regola! Diceva che avrei potuto essere la sua ragazza! Non mi ha rivolto la parola per un mese intero, nonostante io lo implorassi di parlare e di chiarirci. Alla fine ho deciso di raccontargli del mio passato e di dirgli cosa lui rappresentava per me. Abbiamo dormito insieme, senza che succedesse nulla, ancora una volta. Abbracciati. Aveva paura di toccarmi e aveva paura che mi innamorassi di lui. Non avrebbe mai lasciato la sua ragazza per me. A luglio, dopo sette mesi, è tornato a casa sua ed è partito senza nemmeno salutarmi.
Non l’ho sentito per un anno intero. Io mi sono rifatta una vita. Ho iniziato una storia complicata con un altro e lui ha proseguito la sua storia con lei. Poi un giorno è ricomparso. Mi ha scritto e sono stati tre giorni di continui messaggi, come se un anno non fosse passato, come se non ci fossimo mai separati. Poi gli ho detto che ero fidanzata e che avrei preferito tenere un rapporto amichevole tra noi. Così abbiamo fatto. Ci sentivamo una volta al mese, ogni tanto litigavamo come due fidanzatini gelosi, ma nulla di più. Parlavamo del più e del meno. Fino a giugno, quando il mio ragazzo mi ha lasciato e con S. trovavo un po’ di serenità e autostima, perse di nuovo. Avevo qualcuno a cui piacevo ancora, che mi scriveva che ero bella, che voleva dormire con me. Era il motivo per cui truccarmi, mettere un bel vestito, sorridere. Lui ha lasciato lei. E qualche giorno dopo abbiamo dormito insieme. Abbiamo fatto l’amore ed è stato naturale, bello e coinvolgente. Mi sono sentita donna e non ho pensato a niente. Avrei voluto non chiudere gli occhi per tutta la notte. Lui mi ha detto che è stato bene, che gli era piaciuto e che era curioso di me e di quel mio nuovo aspetto che stava scoprendo. Mi ha scritto per giorni dicendomi che mi desiderava e oggi avremmo dovuto vederci e stare insieme, ma è sparito da una settimana e io non gli ho scritto. So che stava riprovando a ricostruire qualcosa con lei.
Una settimana fa mi ha scritto che sono il suo tesoro, che il nostro è un rapporto bello e impossibile, che gli dispiace di essere così cretino da non voler stare con me. Poi più nulla e io ho paura che sia scappato per l’ennesima volta, ma allo stesso tempo voglio star ferma nella mia posizione e nel mio silenzio. Sono arrabbiata e sono delusa. So che prima o poi questo rapporto deve prendere una piega, in senso positivo o negativo, ma non riesco a lasciarlo andare. Per me S. è l’amaro in bocca che rimane quando sai che poteva esserci qualcosa, ma non puoi fare nulla per farla succedere. Cosa dovrei fare?

Anonima.”

Cara Anonima,

superare i traumi è sempre complicato e doloroso, e la ricerca di un amore a cui affidare le nostre disgrazie è legittima. La speranza di trovare qualcuno che alleggerisca il passato, accetti di dividere il peso dei nostri problemi, ci smonti alcuni degli ostacoli su cui non riusciamo a saltare per andare avanti e proseguire la lunga strada dello sviluppo emotivo. In cuor tuo vuoi essere salvata. Credo che il primo passo importante sia ammetterlo.
In questo tuo grosso flusso di eventi e cambi di rotta, però, quello che salta subito all’occhio è che ogni fase decisionale sembra spettare agli uomini che ti ruotano intorno. Vanno e vengono, e tu sei lì, davanti agli sportelli dell’aeroporto, con il cartello in mano “welcome” e il rossetto appena messo, che ti fai prendere e lasciare, a seconda dell’umore e dei capricci altrui. La seconda scelta che attende pacatamente di diventare la prima e definitiva, per potersi dare finalmente un valore. Nonostante tu abbia resistito alle offese del tempo, alle violenze del caso, ti sia laureata e realizzata, aspetti ancora, remissiva, che un uomo ti indichi in mezzo alla folla, ti confermi, e ti dica che vali il suo tempo.
Perciò mi chiedo: i dieci minuti per te stessa non sarebbe meglio investirli in quel che desideri davvero? Cosa pensi che possa andare bene per te? Quali sono i tuoi sogni? Dove sono la tua volontà, la tua passione, il tuo desiderio di sorridere indipendentemente da chi ti è accanto? E perché un uomo a cui regali il lusso di decidere se tu sei quella giusta, oppure se è meglio restare con la sua precedente donna, è diventato così prezioso da sostituire la speranza che tu possa meritare di meglio? Meritare un uomo che a cui piaci senza dubbi, e non che ti insulti con una pigra quotazione, come fossi un cavallo su cui puntare tutto?
Forse la strada per l’accettazione del tuo bene, della tua importanza a questo mondo e dell’indipendenza affettiva, deve recuperare il suo corso, e questo uomo calcolatrice dovrebbe lasciarti camminare libera di apprendere le meravigliose consapevolezze che ti aspettano più avanti.
Ti auguro ogni bene. Ti auguro di fare ciò che è meglio per te.

Se vuoi leggere le altre lettere, clicca su LA POSTA DEL CUORE

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