Posta del Cuore: “Mio marito chattava con un altro”

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“Ciao Pierpaolo,

la mia storia inizia circa vent’anni fa. Ne avevo sedici quando mi innamorai perdutamente di un ragazzo della mia stessa età, e oggi, dopo quattordici anni, è mio marito. Capirai che vivendo tanto tempo con la stessa persona si pensa, anzi, se ne ha quasi la certezza, di conoscere tutto di lei… E invece no!
Circa sette anni fa mi sono trovata a fare i conti con una realtà inimmaginabile. Il mio amore, la luce dei miei occhi, la persona nella quale avevo deposto tutta la mia fiducia, chattava con un altro. Mi si gela ancora il sangue mentre ripercorro quel periodo.
Io, la donna semplice e ingenua, con tante aspettative per il futuro, la madre dei suoi due figli, non avevo capito chi realmente lui fosse.
Presa dal panico, delusa, arrabbiata e afflitta, ho pensato di cacciarlo di casa. Come avrei potuto “combattere contro un uomo”, non avrei avuto le giuste armi. Avevo perso in partenza.
Lui ha cercato di scagionarsi. Mi diceva che stavamo affrontando un periodo no, che non era andato oltre la chat, che era stata una stupida parentesi giusto per, aperta e chiusa all’istante. Ma la fiducia oramai se l’era giocata, e con lei rispetto e stima.
I miei bambini erano abbastanza piccoli da poter superare un simile trauma (come la separazione dei genitori), ma la più grande aveva sei anni e tutte le volte che il padre la riaccompagnava a casa, piangendo, mi urlava tutto il suo disprezzo. Per lei ero io l’artefice di quello che stava accadendo nella nostra famiglia.
Le cose con il tempo non si sono alleggerite. Ci sentivamo spesso per i bambini , ma ogni volta che udivo la sua voce qualcosa nel mio cuore mi supplicava di credergli e di ricominciare.
Mi sono trovata un lavoro, mi sono rimessa in gareggiata. Dopo quattro mesi mi sentivo libera e indipendente, ma non era quello che fondamentalmente cercavo. Mi rendevo conto che volevo lui. Così ho chiuso un cassetto della mia vita e ci ho riprovato, regalandogli il beneficio del dubbio.
Che dirti, mettendo sulla bilancia ho scelto il male minore, stavo peggio senza di lui.
Lo amo di un amore inimmaginabile, posso dirti con gioia che da allora sono passati sette anni e lui non ha occhi che per me e i suoi figli. È un marito e un padre eccellente. Purtroppo quando qualcosa si spezza è per sempre. A volte, inconsapevolmente, apro quel cassetto e incomincio a ripercorrere quel periodo. Non è vero che ci si mette una pietra sopra. Si cerca di andare avanti e di non guardare indietro, ma alla prima curva ci si dà sempre una sbirciata.
Questa storia mi ha cambiata totalmente. Ho imparato a non dare mai nulla per scontato e a non avere mai fiducia del prossimo. È triste lo so, ma la realtà è questa.

Anonima”

Cara Anonima,

vorrei ci fosse un modo semplice per parlare di questi imprevisti tanto sconvolgenti. Mi rendo conto che dall’esterno la tua storia potrebbe essere criticabile o riassumibile con poche e ciniche parole, ma io non me la sento perché questa è la tua storia, il tuo pesante bagaglio di una vita, l’insieme dei tuoi sacrifici, e tutto questo va rispettato. Inoltre non mi è mai piaciuto semplificare la natura umana. Le persone non sono soltanto questo o quello.
Non posso sapere perché tuo marito abbia chattato con un uomo, ma posso immaginare perché tanti uomini lo fanno. A volte non significa niente, è come sognare un’altra piccola vita, un’occasione di mentire per una notte. Certo, non è meno grave, ma abbiamo tutti pensato per una volta “adesso tolgo l’anello e fingo di essere single per qualche ora. Giusto per ricordare che effetto fa”.
A volte ci si sente soli, nonostante si condivida lo stesso letto. Incompresi, inadeguati, spenti. Le distanze ci fanno perdere e partiamo alla ricerca di chissà cosa. A volte finiamo addirittura sull’altra sponda del fiume, pur di parlare con qualcuno che sappia la nostra lingua. Ma il sesso, inteso come uomo o donna, non sempre c’entra. È più importante rendersi conto che il problema, a volte, è il bisogno di allontanarsi dalla persona che ci è accanto, che è il motivo che poi spinge a curare storie parallele. Non importa il con chi, quindi, ma il perché. Perché tuo marito ha avuto bisogno di chattare, e dunque di “togliere per un attimo quell’anello”?
La sfiducia, comunque, è inevitabile. La delusione e il tradimento dell’anima sono fratture irreparabili. Ci sarà sempre quella vocina accanto al tuo orecchio che ti esorterà a non dare niente per scontato, magari a essere più sospettosa o meno clemente, ma più che altro ti consiglio di non permettere a quell’episodio di indurirti. Prendilo, anzi, come un insegnamento: quel giorno hai imparato che tu e tuo marito non avete parlato abbastanza da conoscervi nel profondo. Da capire che uno dei due era in difficoltà, e che per questo bisognava gridarlo, invece di tacere.
Chi è libero di confessarsi, di esporre i propri malumori, non ha alcun motivo, dopo, per mentire. La persona sincera è una persona libera.
Ritrova il dialogo e non lasciare che la serenità quotidiana sia l’unico fattore da bramare. Amarsi vuol dire pure affrontarsi, nella buona e nella cattiva sorte.
Un bacio grande.

Se vuoi leggere le altre lettere, clicca su LA POSTA DEL CUORE

 

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