Rimorchiare un bisex è una noia mortale

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Vorrei tanto avere la temperanza degli uomini bisessuali. Che per fare sesso cominciano a mettere in mezzo mappe concettuali e a stilare tabelle di marcia da qui a un anno.
Prima adocchiano l’amico di calcetto col quale si verificano più pacche amichevoli sul culo durante le docce. Poi s’intrattengono nella sauna della palestra per parlare di proteine, dell’Inter e della fessa. Dopo una settimana di premura e di aiuti coi pesi, il bisessuale si autoinvita a casa dell’amico per giocare alla Play Station 4, con la scusa che lui non ce l’ha. Dopo un mese, stanchezza del lavoro e allineamenti di Giove con Venere permettendo, si verifica la seratona di birretta con tutta la combriccola di amici e colleghi che lasciano le donne a casa, durante la quale si continua a parlare della fessa, del lavoro e del Barcellona. Quando tutti se ne vanno a dormire perché la fidanzata se no fa storie o domani mattina sveglia presto, il bisessuale gli dice guarda qua, e a sorpresa sfila dal giubbotto una canna da fumare in auto solo loro due, con la musica di Tiziano Ferro, la pioggia battente sui vetri, le risatelle isteriche a cui non crede nessuno ma utili a smorzare la tensione ambigua, un’altra birra, sì, dai, ci sta, e le mani che casualmente strusciano sulle gambe facendo finta di poggiarsi sulla marcia. E finisce qui. Poi, dopo altre due settimane e un’amicizia solida ormai instaurata, scatta l’azione offensiva vera e propria. Allora lo convoca a casa e lo presenta alla fidanzata, che lo reputa uno spasso, è proprio contenta che si sia trovato un amico con cui coltivare un rapporto fraterno, perché oggi c’è una gran perdita di valori. Una volta fugato il sospetto e messo in sicurezza il ruolo dell’amico for ever, lo invita a cena anche fuori in maniera costante, tutti e tre allegramente, per la pizza, per il cinema, per l’onomastico, per la partita alla Tv, per la gita all’Outlet di Caserta e così via, l’intento è farlo diventare di famiglia. Alla fine, ovviamente, che era cominciato tutto in primavera e ormai ci sono le luci di Natale, arriva la sera determinante in cui l’amico è troppo ubriaco per tornare a casa, povero, deve restare a dormire da loro, se lo fermano i carrambas gli tolgono la patente. Lei, però, sempre poverina, è stanca morta, ha cucinato le fettuccine coi funghi, il pollo, la salsiccia, i broccoli, le patate, ha sfornato una torta ricotta e pera e ha fatto pure il caffè. Sta morta di sonno, e allora le stampa un bacio in fronte e la manda a letto prima del previsto col pigiama dei puffi. Loro invece restano sul divano a guardare le repliche di XFactor, strafatti di limoncello. Si fumano una sola sigaretta in due, passandosela con una tensione sessuale palpabile, simulando sbadigli e rovesciando giocosamente la testa sullo schienale, a destra e a sinistra, finché le teste quasi non si sfiorano tra loro. Quando lei comincia a russare di là, l’ideona: haha, ci guardiamo un porno? Eddai. Mette un porno, senza volume, se no quella si sveglia. Categoria Latina? Tettona? Milf? Giocoliera? Oh, proviamone uno bisex, haha, che ridere, una sega davanti a un porno bisex, mai fatto prima! Che ridere… Già… I gomiti si sfregano, si passano la crema Nivea, e lui la butta lì, se per caso vogliono fare cambio mano, lui la sua e viceversa. Sempre per provare, eh, per provare, sono etero 100%. Eddai, proviamo. E prova questo, e prova quello, insomma, la mattina dopo ci si sveglia col sorrisone e nessuno che si ricorda niente perché “eravamo proprio sbronzi, oh”.
Io non ce la faccio, mi viene l’ansia. Grido “SEI BONOOO!” in mezzo alla strada, e se s’incazzano scappo.

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2 thoughts on “Rimorchiare un bisex è una noia mortale

  1. bellissimo quadretto, molto realistico, una cosa positiva gli va data però, non è da tutti pianificare ed aspettare con tanta assiduità per una meta 🙂

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