GFV: la mancata punizione per Clemente Russo è la vera omofobia

vagamente-gay-clemente-vs-bosco

Quello di ieri sera è stato uno spettacolo depressivo, e lo dico da omosessuale.
Ascoltando apaticamente dal divano la puntata del Grande Fratello Vip, mentre giocavo con la Nintendo, è arrivato il fatidico momento delle scuse che Clemente Russo avrebbe dovuto fare a Bosco, per averlo chiamato “friariello”, termine che, secondo lui, a Napoli significherebbe “ri******e”. In realtà, le scuse le stavano aspettando un po’ tutti. I cittadini educati, di buon senso, con un briciolo di sensibilità, e soprattutto noi, migliaia di uomini e donne gay, che lavoriamo e paghiamo le tasse per poi sapere che un pugile può finire in Tv a sparare cazzate, con la raggiante inconsapevolezza non solo che le sue battute non fanno ridere nessuno, ma pure di aver fatto del male vero. Un male intimo che lui non proverà mai.
Suppongo che lo share della puntata abbia dovuto ringraziare proprio questo episodio infelice, quindi. E forse la delusione provata deriva dal fatto che il trash può vincere sulla giustizia.
Ammetto di aver pensato cose crudeli su Clemente. Lo guardavo, carico di muscoli, con quella sua faccia suina e strafottente da ometto che non deve chiedere mai, gli occhiali specchiati, le mani che volteggiano per attirare l’attenzione del gruppo e tenere banco con una battutella da bar in cui ancora si fuma. Ho pensato cose crudeli come la faccia di schiaffi che avrebbe meritato in diretta da qualcuno grosso quanto lui. Ho pensato che schifo, ma dove siamo arrivati? Ho pensato ehi, le Unioni Civili sono un evento gioioso e sociale così fresco, e adesso su Canale 5 si sorvola sull’omofobia verbale. Ho pensato a Maria De Filippi che per la prima volta ha portato in esterna due uomini con l’intento di creare una coppia. Ho pensato alla ragazzina di Roma che qualche giorno fa ha vissuto un incubo a soli sedici anni, con i folli genitori che l’hanno messa al mondo e poi, scoprendo la sua omosessualità, hanno fatto un raid punitivo nella Gay Street della capitale, per menare la sua fidanzatina coetanea.
Ho pensato che con quelli come Clemente io ci sono cresciuto. Ci sono andato a scuola. Quelli come Clemente mi hanno rovinato quel pezzetto di vita pubblica a cui, per non soffrire troppo, ho dovuto rinunciare.
Avete presente, no, il genere di persona che quando appare fa una selezione naturale di chi può stargli intorno? L’antipatico, lo stronzo del villaggio, il farabutto. Con la sua sola presenza, con poche parole, basta un semplice movimento, e le persone delicate si fanno da parte. Succede alle medie, succede sul lavoro, succede perfino al cinema o in piazza o sui mezzi di trasporto. Lo sfottò, la supponenza, il machismo.
Quelli come Clemente ci delimitano la vita e non ne possiamo più dei loro privilegi.
Disgusto. Ero pieno di disgusto.
L’impagabile delusione di vedere un Ilary Blasi troppo pacata, che non mostrava alcuna traccia di rabbia, di fervore, di inquietudine, di bisogno di riscatto, quando ha risolto la faccenda con Clemente dandogli un buffetto sulla guancia. Forse è stata debolezza d’animo, forse incompetenza di gestione, ma a me e agli italiani coinvolti non frega più un cazzo dei motivi per cui si sorvola. Non è un nostro problema se Mediaset ha il marchio “trash” che legittima ogni sgarbo. Non ci interessa che sforni da sempre programmi di cattivo gusto che offendono l’intelligenza.
L’unica consolazione è che ormai non bisogna sospettare che il Grande Fratello Vip sia un programma ideato per rispecchiare i pruriti degli italiani o il livello di bassezza del paese. No, il Grande Fratello Vip è un format poveraccio e non richiesto, di cui nessuno sentirà la mancanza quando sparirà nel nulla.
Delle vere scuse devono ancora arrivare. Ma poi rifletto su Ilary e Signorini che dovevano combattere contro un individuo incapace di mettere in fila un pugno di vocaboli di senso compiuto. Come si dice a Napoli, “a lava’ ’a cap o ciucc’ si perde l’acqua e o sapon’”.

Segui la pagina Facebook: pierpaolomandetta

Annunci

One thought on “GFV: la mancata punizione per Clemente Russo è la vera omofobia

  1. Dovremo insorgere come società civile davanti a spettacoli di becero machismo diseducativo come quello che hai descritto. Purtroppo c’é troppa gente ignorante che ci ride su e lascia correre e il messaggio passa e questi personaggi anche se sarebbe meglio definirli bestie vengono emulati da ragazzini e da adulti senza cervello. Ma nel nostro belpaese dove ancora il vaticano detta legge e c’è tanta arretratezza culturale e da molti pulpiti ancora i preti di scagliano contro l omosessualita e siamo riusciti a stento ad approvare una legge sulle unioni civili in ritardo di decenni rispetto ad altri paesi più evoluti, tanti ragazzi e ragazze verranno ancora sbeffeggiati dai compagni e dai colleghi e soffriranno sentendosi diversi come hai sofferto tu ,purtroppo . Mi consola sperare nelle nuove generazioni,mio figlio che ha 15 anni e non ha mai fatto catechismo perchè non ce l ho mai mandato, essendo io atea e avendo scandalizzato il paesino in cui vivevo per avere convissuto more uxorio per anni con suo padre, é più evoluto mentalmente rispetto a molti suoi coetanei anche perchè gli ho inculcato l’importanza del rispetto per le scelte sessuali politiche culturali del prossimo e mi fa ben sperare per il futuro. Non amareggiarti troppo Pierpa, gli ottusi presto diventeranno una minoranza e verranno messi all’angolo e forse ,dico forse, allora capiranno. Un abbraccio

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...