Bisex: la terza dimensione

Vagamente riflessivo. Bisex, la terza dimensione

Mi lavo i denti che sono ormai le tre. Chiudo a chiave la porta, spengo la luce della cucina e vedo mamma che dorme sul divano del soggiorno, col cane. Le rimbocco il plaid e sento mio padre che russa dalla sua camera. Lei è freddolosa e ha paura del buio, lui dorme senza coperte e con le persiane abbassate. Tra loro, una terza dimensione mai vagliata: una stanza in più per dormire separati, secondo le proprie esigenze e non quelle del matrimonio.
Penso alle terze dimensioni che facciamo finta non occorrano nelle nostre vite. La terza opzione che non obbliga a scegliere tra la vacanza al mare o in montagna, tra l’università o lavorare presto, tra la monogamia e la singletudine doverosa. La vita è tutto un bivio, ma forse ci piace che sia così, perché le due ipotesi permettono solo di vincere o fallire. La terza, invece, concede di esplorare. Ed è pericoloso, farlo. Nella ricerca si annidano le nostre incognite e l’autocritica che siamo bravi a bandire.
Due giorni dopo mangio olive, seduto sul cofano impolverato della sua Fiat, coi grilli notturni in lontananza e i piedi nudi al venticello.
«Quindi lei ha scopato con me per pura ricerca umanistica, signor Mandetta.»
«Hai un’alta considerazione di te. No, è che mi sentivo in colpa per tutte le volte che ti ho trattato una merda.»
Ride. Apre lo sportello dell’auto e tira fuori una polaroid nera. Me la punta contro e dice «sorridi, piccolo Paolo.»
Io ed Emanuele ci vediamo una volta all’anno. Non è una decisione, succede così e basta, come un’antica promessa che si rinnova. Entrambi curiamo una magnolia sul balcone, e quando smette di fare freddo e la mia e la sua sbocciano, uno dei due chiama l’altro e ci rubiamo ai nostri compagni, al mio scrivere e al suo studio da analista.
Nel guidare ho sentito le farfalle nello stomaco. A lui non succede. Lo facciamo tra i ruderi di un magazzino abbandonato. Le lucciole fanno scintillare i canneti intorno e l’aria profuma di stagno. Lui ha portato olive e birra, io una coperta. Un gattino ci ha spiati da una grata, e mentre Emanuele veniva, io sorridevo a quel gattino che fissava me.
Sventola la foto ancora scura e fuma una sigaretta. Lui è massiccio e la sua pelle rovente, io ho qualche brivido.
«Vorrei capire di più su questa cosa che sei bisessuale.»
«Eccolo qua, lo scrittore è tornato a cagare il cazzo. Ne parlammo due anni fa e litigammo, ricordi?»
«Ero stupido e giovane. Più di adesso. E il fatto che tu facessi sesso anche con donne mi metteva ansia. Cioè, uno già ha paura di non essere mai all’altezza, se poi la concorrenza è doppia non si dorme più.»
Emanuele sbuffa un sacco di fumo, divertito, e non risponde. Gioca con le mie insicurezze da quando lo conosco, come uno che ha scalato la montagna e si beffa di chi sta ancora sotto. Sarà stato superiore ai problemi di cuore tra i banchi e oggi lo è tra gli adulti che bussano al suo studio. Un po’ lo odio e l’ultima volta gli ho detto «sai che c’è?, vattene a fanculo da quelle che ti sbatti» e lui ha risposto «sei infantile, non farti sentire più». Poi dopo sei mesi ci siamo rivisti sotto le stelle e abbiamo lasciato correre.
«Il tuo problema è che pensi che un bisessuale non ti scelga, ma ti usi per sfogarsi, tipo uno vale l’altro.»
Dalla sua ha la psicologia, perciò mi colpisce e affonda. La bisessualità risveglia in me il terrore di non essere apprezzato in quanto Paolo, ma di risultare un semplice corpo da sfruttare e ingannare. È che quando si parla di bisessuali pensiamo subito al sesso, a un animale privo di connotati emozionali. Per il bisex maschio, immaginiamo uno stronzo, un anaffettivo, o più comodamente un gay represso, che non ce l’ha fatta ad accettarsi, che si mostra vigliacco nei confronti della sua natura. Nel caso di una donna, la mente va a una che si è gettata tra le braccia femminili perché qualcuno l’ha ferita, e allora sta sperimentando, ma sotto sotto le piace ancora il cazzo. Dobbiamo credere che la realtà più verosimile sia quella più facile: la nostra.
«Non è mai solo sesso» mormora Manu, ora serio e rivolto al cielo che si sta annuvolando. «Anche quando scopi con uno sconosciuto. Anche quando ti fermi per strada, ti lanci in un cespuglio e lo fai col primo che capita e non rivedrai più. Non è solo sesso. Abbiamo tutti bisogno di calore. Di condividere noi stessi ed essere accolti, anche per cinque merdosi minuti e basta, anche per finta.» Butta il mozzicone e torna a fingersi impassibile, con quel sorrisone con cui affronta chiunque lo guardi male. «A nessuno frega un cazzo di mettersi nei panni degli altri. Quello che non farebbero loro lo vedono come una cosa che non dovrebbe fare nessuno. Ma va bene così. Siamo una minaccia agli schemi, noi bisessuali. Già mezzo popolo rode per i diritti civili, pensa se diventasse normale essere bisex, che è come dire indeciso, che si diverte troppo. Ho donne in analisi che non sopportano neppure l’idea che le amiche possano divorziare e andare avanti. Hanno bisogno di regole rigide per sentirsi al sicuro, rifiutano che ci sia scelta. Perché per scegliere, per essere felici veramente, bisogna avere le palle. Invece se le scelte sono poche, oppure imposte, è più facile, lo accetti, perché non dipende da te e non ci puoi fare niente.»
Una volta, bisex faceva molto provincia, il militare con la fidanzata che di notte si fa fare pompini in autogrill. Trovavo utile condire di negatività e peccato un’inclinazione che, forse, riguardava anche me: e se all’improvviso provassi attrazione pure per le donne? Sarei costretto a mettermi in discussione, a indagarmi.
«Avanti, dillo. Dì che non hai mai pensato alla fica.»
«Ok, lo ammetto! Ho pensato alla fica. Mi eccitano i porno etero e la cosa mi disturba, non la capisco. Accettarsi gay è stressante, se mi fermo e penso che pure la fica può piacermi… non saprei più in cosa credere. Sono ateo, ma mi serve avere fede in qualcosa. Fede che se mi piace il cazzo posso dirmi ok, almeno questa è fatta, rilassiamoci. Per te non ci sono differenze, tra uomo e donna?»
«Certo che ci sono. Mi arrapano per motivi diversi, ma tu la devi smettere di collegare questo al fatto che potrei farmi chiunque. Mi piacciono certe donne e certi uomini. Mi colpisce un sorriso, ’na tetta particolare, il modo di fare. Il profumo, l’essenza. Tu sei gay, vuol dire che succhieresti un uomo senza guardarlo in faccia? Non penso. Il tuo animo selezione, individua tra la folla. Un bisex funziona uguale. Sai quante donne fidanzate o sposate sono venute da me, in ansia, perché hanno sfiorato per sbaglio un’amica e si sono eccitate? Poi, ovviamente, ci sono differenze mentali, tra uomo e donna. Le donne sono oggettivamente più pesanti. Complessate. Vogliono sempre chiarire, spiegare, fare il punto. Noi uomini siamo ipocriti, ma almeno ci godiamo il momento.»
«Ora sì che sembri etero.»
Fa un passo minaccioso verso di me. «Però, quando la fica schiuma, ci perdi la testa.» Mi imbarazzo e indietreggio. «Succede quando godono molto, se sei bravo con le dita o la lingua. La fica si bagna, mi fa impazzire e non posso fare a meno di entrare.»
Gli tappo la bocca di forza e non ho più dubbi che gli piacciano le donne, che gli piacciano gli uomini, che la sessualità possa essere transitoria e adattabile. Va a fare pipì nel canneto e rifletto sul fatto che non siamo macchine, ma persone, eppure ci ostiniamo ad assumere comportamenti da automi. La cosa più innaturale di questa civiltà è la convinzione di dover ambire alle stesse gioie ogni giorno, senza poter cambiare idea.
Ritorna e fuma di nuovo. «Tutti che cercano di capire cos’è che desiderano sul serio, tra quelle tre stronzate sempre uguali. Se vuoi o non vuoi sposarti, avere o no figli, la vita metropolitana o il pollaio in campagna. E le mille e meno famose possibilità alternative, invece, le buttiamo nel cesso? Insomma, è tutta qui, la vita?»
Si alza il vento e decido che è ora di rincasare. «Manu. Secondo te parlo troppo di sesso? Max dice così.»
«Non se ne parla mai abbastanza. Ma stai tranquillo, hai ancora gli occhi dei bambini che stanno facendo un gioco complicato ma molto divertente.»
Sollevo le mani aperte e le gocce mi bagnano i palmi. «Che strano… Non aveva mai piovuto, durante i nostri incontri.»
«Eh, le cose cambiano, piccolo Paolo. Questa è tua.»
Mi porge la foto ormai nitida, in cui ho un’aria assonnata, e mi dice vediamoci presto, sapendo che invece non succederà.

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One thought on “Bisex: la terza dimensione

  1. Mi piacciono gli uomini e mi piacciono le donne. Che non vuol dire solo “arraparsi” davanti a un pettorale scolpito e una voce roca o un bel paio di “tette”. Mi sono innamorata di donne come di uomini. E ho sofferto per donne, come per uomini (che vuoi io e l’amour non ci pigliamo molto bene). Posso sciogliermi per una mano tozza da muratore o il sorriso di una ragazza in treno. Per molti, se ti piacciono le donne e ti piacciono anche gli uomini, sei in una fase,cioè “non sai ancora quella che vuoi” “non sai definirti”..che irritanti,le definizioni! O sei uscita da storie con uomini stronzi e ormai rassegnata ti getti sull’altra sponda; per molte lesbiche sei una etero “curiosa” (che fastidio mi dà quando lo rendono negativo,questo aggettivo così bello..)per altre una lesbica repressa. E c’è chi pensa tu sia una etero che vuole sperimentare qualcosa di diverso come farlo a tre. Per molti,bisessualità equivale a “ogni lasciata é persa”, all’anaffettività, incapacità di essere monogami: sto con te ma vado a letto/frequento anche con lei,che vuoi?Sono bisex! No. Non è così. O,almeno,non è così che sono io.
    Ed è quasi doppiamente faticoso, “non essere nè carne nè pesce”. Sentirsi fuori posto tra gli etero come tra gli omosessuali. Perché non sei etero e non sei omosessuale e non è che si va tutti in giro con sulla t-shirt “‘I’m 50% & 50%” oppure “vi amo tutti !! Nessuno escluso!”.
    Io sono quella che sono, possono piacermi le donne, come gli uomini, posso innamorarmi di una donna come di un uomo. Perché sono una persona, e mi piacciono le persone. Non tutte però eh, c’ho pure io i miei gusti!! Bisex: non è solo sesso,scrivi su facebook. No. Appunto. Come essere gay o lesbica non è solo questione di sesso. 🙂

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