Gli stereotipi maschili da evitare

stereotipi

1) IL CERCA PARTNER «siamo già al primo appuntamento»
L’uomo è disponibile in diversi modelli: proviene da addestramenti religiosi praticati all’asilo da suore mussoliniane, che lo torturavano di pizzicotti e schiaffoni, anche se non usciva coi colori fuori dal bordo dei disegni; ha superato i quaranta e non avendo tatuaggi con cui darsi un vanto sente già il futuro da solo davanti a una stufetta a gas, e capisce che è ora di metter su famiglia prima che lo sperma diventi latte di kefir; è orfano.
Il CERCA PARTNER non ha particolari esigenze. Vivendo per il matrimonio, gli sta bene che tu non sia una zoccola e che sappia mettergli in tavola due penne col sugo fresco, perché se lo abbandoni per una sera poi appassisce come la stella di Natale appena la porti fuori dal vivaio. Solitamente ha 9 possibilità su 10 che tu sia la persona giusta, e al terzo appuntamento già fate il pranzone con i parenti alla Domenica delle Palme. È noioso e non eccelle in niente, ma alle 22.30 già dorme e puoi masturbarti su Facebook con l’amante. Non ha gusti centrati in fatto di vestiti e musica, ascolta quel che dici tu e ti lascia comprargli le mutande al mercato.
Pro: è l’ultima spiaggia su cui tutti possiamo contare invece di comprare un carlino e chiamarlo amore di mamma
Contro: lo tradirai dopo due settimane

2) IL CAZZONE «uà, popio bello ’sto film di Zalone, quante risate raga’, pigliamo pure i biglietti del film co’ Siani, uà»
Il CAZZONE è la spalla della comitiva. In genere te ne vergogni un po’ e cerchi di uscirci solo se vi allungate a scopare al paese vicino, così da non incrociare amici, ma gli concedi comunque una decina di appuntamenti perché ha la fortuna di possedere il pesciolone grosso e di saperci fare a letto. È il bravo ragazzo che si diverte con poco, che l’ultima lettura risale all’etichetta sui carrelli del Lidle “inserire moneta”, che, se muore, i parenti dicono al Tg4 che era ‘nu bravo uaglione solare. Lavora sempre, però, e quindi la pizza riesce a pagartela. La mamma gli vuole bene così com’è, ma ti prende da parte e ti avverte che è un po’ così…
Pro: non dice mai di no, e l’orgasmo a domicilio è garantito in un’ora
Contro: non puoi spiegargli che certe volte sei triste perché ti senti soffocare dalle sovrastrutture socio-urbane che impongono doveri astratti a una generazione sempre più refrattaria, perché non capisce

3) IL FUORI SERVIZIO «eh, ma in ‘sto periodo lavoro troppo»
È quel tipo di uomo che da adolescente buttava i calzini sporchi per terra e aspettava che la mamma li raccogliesse. Sparisce per tre giorni e al quarto, quando gridi «t’ammazzo la famiglia, bucchino, ma dov’eri???», lui mormora «scusa, avevo il cell scarico.» Fuma, beve, col cazzo che va in palestra e mangia Kebab, ma le analisi gli escono sempre eccellenti. Se avete una storia, riesce a farsi venire la febbre ogni sabato sera, che coincidenza. T’inganna facendo il tenerone sul divano, ma il giorno dopo farà sempre finta che tu sei pazza e hai le mestruazioni, lo hai frainteso. Gli stai dietro perché non accetti che lui non si interessi a te pienamente, e la cosa lo rende sexy. Quando programmi le vacanze con lui, ti dice che i cugini lo hanno già invitato a Singapore, scusa.
Pro: guadagna bene e non vive coi suoi a 38 anni
Contro: è tirchio, per la colazione ti chiede di cacciare gli spiccioli. Dopo aver fatto l’affaccendato per i 45 anni utili a spassarsela, si piglia l’ultima che gli stava dietro e se la sposa. Poi fa due figli e mette su 20 chili

4) L’IMPUNIBILE «non sono mai stato lasciato. Lascio sempre io»
È un Fabrizio Corona più giovane e disoccupato, che non ha mai finito Scienze della Comunicazione. Il suo obiettivo nella vita è farsi fare le foto in discoteca con la camicia vintage sbottonata sugli addominali, per poi essere taggato e sperare di finire come pubblico fisso a Forum. Dopo un mese lo pagano come modello per le serate perché fa il pieno di 17enni in calore, e tu bestemmi San Giuseppe e dici ma guarda a questo, io sto facendo praticantati da 12 anni.
Vive con un piedistallo pieghevole sempre con sé. Campa alla giornata, tutti gli offrono il caffè o un pasto caldo perché è bello e vorrebbero una notte con lui per vantarsi. Alla sera, tuttavia, l’IMPUNIBILE dorme solo, perché è così bello da dover declinare qualsiasi invito, e deve ubriacarsi o impasticcarsi molto per sopravvivere a se stesso. S’impicca a 42 anni, circa.
Pro: se riesci a fartelo, dopo ti sentirai vuota e squallida, farai un dottorato in medicina per riscattarti e volerai in Canada a scoprire cure contro il cancro
Contro: è così bello che s’è scordato di imparare a scopare

5) L’EX DI QUALCUNO «dopo l’ultima storia ora ci vado cauto»
Non si sa bene chi, ma qualcuno lo ha lasciato, e mentre questo è una routine per molti, tipo mia sorella, per lui è l’apocalisse. Non glielo dovevate fare.
Con lui dovrai sempre andarci piano, andarci in seconda, andarci non più di due telefonate al giorno altrimenti gli vengono attacchi di panico e dolori intercostali. È un uomo variabile come il giorno di carnevale, che la mattina splende il sole e i carri si mettono in fila, e poi a mezzogiorno si mette a piove’ e si squagliano. È sempre mogio a causa di qualcosa che gli è andato storto e perciò stasera vuole restare a casa da solo, ma poi te lo trovi a ballare in un locale, e se gli chiedi come mai, è perché l’ex l’ha lasciato, adesso ha bisogno di tornare a sorridere e all’ultimo momento lo hanno chiamato gli amici. È più bugiardo di Berlusconi quando si parla di zoccole, ma non riesci a trovare solide prove per incriminarlo. Anche lui se la cava sempre con la sua faccia tosta da paccari, perciò a un certo punto ti girano le palle, lo tradisci, e lui griderà al mondo che siete tutti uguali e ha fatto bene a non legarsi.
Pro: non me li ricordo
Contro: qualsiasi cosa tu faccia, gli ricorderai l’ex

6) L’IGNORANTE «stasera vengo subito, non lò fatto a posta»
Non è malaccio, ha un temperamento basico e non rompe le palle. Non è né vegano schizzinoso, né uno che si nasconde il cibo dell’All you can it nelle tasche. È accondiscendente, e dopo essere venuto ti chiede se vuoi venire pure tu. Quando però a scuola spiegavano i mille impieghi di un accento, lui spacciava nei bagni, e la cosa ti imbarazza, l’idea che possa chattare coi tuoi amici e scrivere IO È TE. Per cui dopo avergli permesso di offrirti un fritto misto e fare sesso con il tuo corpo un paio di volte, non ti senti proprio di cominciare una relazione.
Pro: se ti si bucano le ruote e rimani a piedi, ti viene a recuperare senza fare storie
Contro: può causarti una trasfigurazione in FUORI SERVIZIO

7) IL POSSESSIVO «non mettere la gonna»
È quello il cui padre lo massacrava di botte quando tornava a casa dopo aver perso dieci mila lire a scopa con i colleghi carabinieri, e con le mazzate gli ha trasmesso i sacri valori cristiani e italiani dell’affetto in famiglia. Perciò adesso tu sei una mignotta, nessuno deve provarci con te, guarda basso mentre vai a fare la spesa, tu secondo lui gli nascondi qualcosa, meglio creare un profilo Facebook di coppia tipo “Maria e Domenico Esposito”, col cognome di lui, ovviamente.
Pro: al mercato ti compra proprio tutti gli utensili per la cucina
Contro: potresti finire al Tg se ti ritiri dopo le 20.30

8) L’ARTISTA «no, io faccio le cose in questo modo»
Già in seconda superiore ha capito che non sarebbe stato bravo in nessun mestiere e che voglia di applicarsi sui libri zero. Poi dopo ha pensato che la voglia non l’aveva manco per mettere a bollire l’acqua per la pasta, ricordarsi del tuo compleanno, lasciare i curriculum al Centro Vodafone. Allora quest’uomo ha avuto l’idea acuta di giustificare la sua inettitudine autoproclamandosi ARTISTA.
È un tipo che mangia sushi e centrifugati, condivide una camera con gli acari, la sindrome dell’accumulo e qualche pulce del pube presa due anni, ma si scoccia di arrivare in farmacia a prendere la polvere. Vive in una casa con quattro coinquilini che si scialacquano il cervello di canne davanti a Grey’s Anatomy. Dipinge la morte, scrive poesie sulla pioggia, confeziona portafogli ricavati dal cartone del latte, mette forme geometriche su un piano per fotografarle e ricavare filosofici concetti sull’insensatezza dei sentimenti concreti che intersecano il piano strale dell’individuo.
Pro: la soddisfazione di urlargli contro «ma vattene a lavorare, stronzo!»
Contro: è povero, ha i denti neri e gialli per la nicotina, e la ricottina bianca sul bordo della cappella

9) IL DJ «oh, stasera?»
Il DJ è quello che non ha bisogno di pagare l’affitto, perché vive in quattro o cinque discoteche in cui mette musica, ha il lettino di gomma dietro la console, e lo ripagano con 25 euro ogni tanto e alcol gratis. Durante la serata si procaccia pure un paio di sveltine nei bagni, scrivendoti un sms in cui ti avverte che la serata sta durando più del solito.
Invece di aprirsi una rosticceria per il futuro, arriva a quarant’anni che ancora manda musica con la faccia da Silente e i tatuaggi tribali sul braccio moscio, e ancora dice «jeeeah, amici, stasera si danza, seratonaaa!», e considera l’entrata gratis nelle altre discoteche il massimo dell’onore. Non ha idea di cosa accada al mondo fuori dai locali, della terribile situazione in Siria e il potere d’acquisto dell’Euro, e crede che Woityla sia ancora papa.
Pro: bevi gratis
Contro: dopo tredici remix di Adele, gli vomiti la roba che hai bevuto in faccia e te ne torni a uscire coi placidi supervisori del controllo qualità Granarolo

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