Se una donna è zoccola, l’uomo è solo farfallone

Uomini troie

Ci si vede di rado. Lui è sposato, sotto i quaranta e benestante. Quando capita, lo facciamo sul divano, anche se lui vorrebbe sul letto. Ha il suo fascino, ma è poco scaltro, come gli uomini che fanno i bravi mariti solo a San Valentino, e con una cena di lusso si sentono a posto coi doveri affettivi, dopo un anno a farsi servire il piatto e a rispondere male. E forse conosco le donne meglio di lui perché al liceo ci parlavo, invece di limonarle in gita. So che qualunque moglie annuserebbe l’odore del tradimento tra le lenzuola.
Mentre si pulisce in bagno, passo lo sguardo sulle foto di lei e della figlia, sul mobile nuovo del soggiorno. Poi sbircio nella cameretta rosa, dove le Barbie della ragazzina sono tutte sedute sulla cucina di plastica, che userà per fare pratica prima di diventare una futura brava moglie. Quasi come una maledizione a cui non si scampa.
In questa casa, ogni arredo sa di donna che mette a posto per rendere migliore la vita di chi ci abita. Non c’è traccia di lui se non nel televisore gigante, che avrà comprato per guardare le partite.
Non mi sento in colpa, sono sicuro che lei sappia delle sue scappatelle e non le importi più. Certe volte una donna si arrende e designa i figli come suo rinnovato amore, come un nuovo inizio. Lui, nella sua beata ingenuità, è sicurissimo che non sospetti nulla.
Dopo essersi lavato, torna nudo e si ributta sul divano, con la sciocchezza dei vent’anni a cui si tiene aggrappato. Si accende una sigaretta e mi mostra un video sul telefonino. Nel video è con un amico di vecchia data, e stanno scopando una ragazza di cui non si vede il volto. Ridono, giocano come prima degli esami all’università. La leccano, e quando la toccano lì, quella apre e chiude le gambe per il solletico.
Mi fa l’occhiolino e mi chiede quand’è che mi deciderò a provare esperienze simili con lui, la cosa lo ecciterebbe. Viaggia per lavoro, potrebbe ospitarmi ovunque e farmi questo regalo. Ho ampia scelta, mi assicura. In sauna con una prostituta, o magari una massaggiatrice, o perché no una serata intima, annebbiata dall’alcol del servizio in camera.
Rido anche io e gli dico basta cazzate. Ho 28 anni, eppure mi sento già vecchio per questo tipo di brio, ma lui continua a propormi avventure sessuali ogni tre o quattro mesi. Stavolta, però, crogiolandomi tra i cuscini di seta e fissandolo con scherno, mi viene di essere curioso.
«Ma tu hai mai proposto questi giochi a tua moglie? Se ti piacciono tanto.»
Smette di fingersi ventenne e single, e ritorna composto. «Ma sei pazzo? Ma ti pare che accetterei ’ste cose da una donna sposata? Mia moglie, poi.»
Gli faccio notare che dietro il suo commento si nasconde una rosa d’ipocrisia maschilista. Che differenza ci sarebbe, tra lui e lei, visto che lui non ha remore nel tradirla e coccolare le sue perversioni ludiche. Magari piacerebbe anche lei. Magari potrebbe coinvolgerla, anziché lasciarla in casa a pulire, mentre lui si gode il privilegio di una seconda vita.
«Non sono stronzo, Paolo. Una volta che una donna si è sposata non può fare certe cose, ja, è vergognoso. Ci stanno i figli, e la gente magari lo viene a sapere, poi va dicendo che mia moglie è una zoccola. Funziona così.»
Funziona così. Mi ha fatto pensare che non c’è ancora un termine esplicativo come ZOCCOLA adattabile all’uomo. Sì, c’è MAIALE, ma non so se avete notato che gli uomini sorridono quando glielo si dice. Perché è più simile a un vanto, a un fregio di virilità. Se un ragazzo ha tante donne si dice farfallone, e al massimo rende fiero il papà, che può gongolare coi compari della briscola. Se una ragazza rastrella molti uomini, invece, è solo una zoccola, e i suoi genitori devono prendere provvedimenti, perché i vicini sparlano.
Recupero mutande e calzini e vado via, ricordandomi del perché me ne pento ogni volta.
Il problema è che il sesso in sé c’entra poco, qui. La donna non diventa zoccola perché è sessualmente attiva. Non è che la donna non può essere porca, no, perché agli uomini piace il porno e fischiano le ragazze scollate per strada. L’insidia è un’altra: è che nel sesso la donna acquista libertà. La privata indipendenza. Perché il sesso è uno di quei rari momenti in cui l’individuo appartiene solo a se stesso, alla propria persona. È nudo, e nell’orgasmo si emancipa dal cognome e dai titoli, dai doveri sociali, dalla morale altrui, dalle catene di amici e parenti. E a molti uomini non piace affatto che la donna con cui stanno appartenga solo a se stessa e sia totalmente autonoma, l’imperatrice della sua fica e di quello che vuole davvero.
Per molti uomini italiani, la donna che diviene compagna o moglie è ancora vista come una proprietà, al pari dell’auto nuova e dell’appartamento col mutuo. È una cosa loro.
Pensate ai tanti casi di cronaca nera che raccontano di donne divorziate o separate che hanno cominciano una nuova vita, e di come l’ex marito o fidanzato si sia vendicato gonfiandole di botte, torturandole psicologicamente con atti di stalker, o arrivando perfino all’omicidio. Qualsiasi azione pur di riprendere il possesso su quella cosa sfuggita di mano. E se non può essere di nuovo loro, allora è meglio che non lo sia di nessuno.
Forse non troveremo mai un termine adatto per definire ZOCCOLA un uomo, ma di sicuro molti italiani sono ancora definibili stronzi.

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16 thoughts on “Se una donna è zoccola, l’uomo è solo farfallone

  1. Ragionamento semplice e logico,sarà per questo che tanti non ci sono ancora arrivati e chi invece lo capisce si stupisce che sia incomprensibile a quei tanti.

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  2. Occorre, credo, ribaltare le prospettive: che zoccola non sia più un’offesa. Che non sia un tabù, che possa essere una rivendicazione orgogliosa di libertà o qualcosa di neutrale (“Zoccola? Embè?”). Sia per gli uomini che per le donne. Vorrei un mondo in cui possiamo essere tutt* liber* di essere zoccol* (“zoccoli” ricorda più il Dr. Schultz 🙂 ).
    Ciao, bel blog!

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  3. “Il sesso è uno di quei rari momenti in cui l’individuo appartiene solo a se stesso, alla propria persona.” Hai ragione e a partire da qui la riflessione può ampliarsi e non riguardare solo la relazione uomo-donna. Forse, in generale, tutto il moralismo e il falso senso del pudore intorno al sesso sono un modo per controllarci. Anch’io credo che “zoccola” non sia quasi più un insulto, ma resta il senso di colpa per la realizzazione di sé, e quello è ancora più pericoloso. Complimenti per il blog!

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    1. Anche a me hanno detto zoccola, qualche volta, e da una parte rispondevo “e allora?”, da un’altra mi ritrovavo un mormorio di coscienza e la cosa non mi piaceva. Ma credo sia dovuto al fatto che sono gay e che a un etero, zoccola, non lo si dice. Comunque grazie Rosa :*

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    2. il sesso è uno dei rari casi in cui appartieni a chi ti doni….doni la tua anima e tutto te stesso all’altro….nell’atto sessuale ci si appartiene a vicenda, è l’atto di intimitá più grande e profondo che esista. Infatti quando si è innamorati ci si dice che ci si appartiene….

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      1. Doni corpo e anima se della persona che hai davanti sei innamorato, altrimenti puoi farlo anche semplicemente per appagamento fisico e personale. Attento, entrambi i comportamenti si possono avere anche con la stessa persona

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