Gli uomini italiani non possono essere sensibili

Maschilismo

Settimane di sostegno da parte di Laura Pausini, Littizzetto, Barbara D’urso, e ieri sera Noemi a Sanremo. Son sempre le donne a spalleggiare le unioni civili e a esporsi con un bacione allegro, mentre ancora pochi sono gli uomini dello spettacolo che osano esprimersi sul tema. Perché se una donna dice sì all’amore gay, allora nulla di strano, oh, le donne so’ sensibili, lo sai come so’ fatte, vogliono bene a tutti, è la loro natura. Se invece è un uomo a dare il suo supporto, allora mica è solo senso civico, no: sotto sotto è ricchione. Mica Rocco poteva mai portare sul palco quel fazzoletto a colori, jamm bell, poi gli amici del fantacalcio sai che gomitate e fischi, aho, e gli zii la domenica a pranzo, due sganascioni sulla nuca, ma fa che non ti piace più la fessa, eeeh?
Sono passati decenni da quando alla donna erano affidati gli unici doveri di figliare per l’aumento demografico e di nutrire il suo uomo a pranzo e a cena, e attenzione al sale e a non bruciare il polpettone. Ma non è passato un giorno da quando l’uomo doveva dimostrare di essere pure maschio. Di ruttare, sputare, tifare, spaccare, scopare e mai soffrire.
Parliamo tanto di tradizioni, ma quella del maschilismo continuiamo a cullarla assieme al pesto genovese e al parmigiano. Come mio padre, che quando i compari del poker chiedono che squadra tifo, lui abbassa la testa e mormora «no, Paolo non tifa niente…» Perché si sa, a tutti gli etero piace il calcio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...