Recensione suscettibile: 50 sfumature di grigio

50 sfumature

Prima di guardare il film con mia cugina – che anni orsono mi costrinse a vedere pure 3 metri sopra il cielo. Un cult, per le femmine alle superiori – ho cercato di leggere un capitoletto del libro. Naturalmente è un grande prodotto commerciale, che giustifica lo scoramento di tutti quelli che spendono soldi in corsi di scrittura creativa, a cui si massacra la salute con le sacre regole della lettura spasmodica prima di poter anche solo sperare di coronare il sogno di una pubblicazione con Mondadori. E che poi scoprono che ‘sta roba vende milioni di copie e finisce al cinema, rendendo milionaria un’autrice che probabilmente ha scritto il romanzo tra le pezze americane e una cenetta annoiata coi bastoncini, aspettando il marito che non ritornava dopo il turno da guida archeologica. Te lo ricordi, sì, quando in storia prendevi 7 dopo aver studiato sodo e rinunciato alla cura dei tuoi capelli, e il tuo amico che spacciava nei cessi prendeva 6? Ecco, la sensazione d’ingiustizia è la stessa.
Premetto anche che i due prototipi di bellezza femminile e maschile, in questo film, mi lasciano perplesso. Per me l’uomo sexy c’ha la panza da idraulico e il pelo da Cugino It, non è certo un bigattino palestrato con la faccia lustrata dai prodotti per l’argenteria. E la donna bona ha curve, zizze e vivacità negli occhi, non è un’anoressica verginale inibita dall’ego maschile alla ricerca di qualcuno che la salvi dall’incuria personale.

50SDG è un po’ la variante erotica di Twilight. Abbiamo Ana (diminutivo di Anastasia Beaverhausen), una ragazza qualunque. Tenera come una torta di mele, un po’ legnosa perché ancora vergine (rarità pokemon Mew), e timida a causa del suo passato al liceo, in cui tutti la chiamavano ANAL.
L’amica figa, quella con le caratteristiche da protagonista ma lasciata in secondo piano per non rendere avvincente il film, si finge malata per non lavorare perché ha origini italiane, e dunque spedisce la pupetta a fare un’intervista per il giornalino della scuola. La coincidenza del caso, eh? Un’intervista a Mr. Grey, uno di quei personaggi esistenti solo nelle fiction e nei romanzi, in quanto ha caratteristiche discordanti tra loro. Tipo, nella vita vera o sei un uomo d’affari o hai una vita privata. O sei una madre snaturata o non metti piede fuori dalla cucina. O sei bello o sei gentile. Insomma, la vita ti pone delle scelte. Qui no. Mr. Grey ha tutto. Ha solo trent’anni, è bello da far spisciare la figa alle donne sui giardini pubblici nei mesi di siccità, è milionario e ha tanto tempo libero. Lo stesso enigma per cui Carrie riusciva a pagare 2000 dollari d’affitto a New York scrivendo un melenso articolo a settimana su un giornale. Lo vorrei pure io, visto che oggi ti pagano 5 euro al mese.
Ana e l’amica sono universitarie, ma guidano un’auto di lusso, presa non si sa dove. Ana si reca all’appuntamento e resta folgorata dal grattacielo di Mr. Grey. Chissà che contiene, visto che a lavorarci dentro ci sono solo cloni di donna con chignon e lui che guarda le imperfezioni delle vetrate. Probabilmente faranno da magazzini per Amazon.
Ana si cappotta da sola, inciampando sul niente con un’abilità cinematografica da Lory del Santo, ed entra nell’ufficio di Grey dimostrando la sua nullità, clausola su cui è fondata la sua persona. Balbetta, indugia, poi si sistema le piante di tabacco che porta al posto dei capelli e fa l’intervista. Grey esordisce con “esercito il mio controllo su tutto” per far capire chi comanda, e Ana mangia la matita perché è la figlia di Papà Castoro.
Poi Ana dice “cioè, mi guardi, lei è un figo, io sono una scartata da Alcott” e Grey si innamora perdutamente della sua insipidità. Diciamocelo, questo è l’unico punto credibile. Gli uomini adorano le donne sceme.
Il giorno dopo la va a trovare al lavoro. Ana infatti fa la ferramentista, e vende corde. Tra milioni di ragazze che s’impegnano per affermare il proprio carattere, Grey sceglie proprio lei e la invita per un caffè. Non si dicono molto, a parte specificare che lui ha un autista personale e che lei è povera. Poi, totalmente a caso, Grey diventa turbato, la trascina fuori dal caffè e le dice che non è l’uomo per lei.
Ma chi te l’ha chiesto, psicotico?!
Ana vibra come il cellulare in silenzioso, continuamente, se Grey la sfiora lei ha un orgasmo, e si morde le labbra, o i tavoli, o le matite. Dice no, aspetta, ma ragioniamo, e lui niente. Risponde non cercarmi più, nonostante sia lui che la tormenta. Ribadisce che non fa l’amore, ma fotte duramente. Benvenuto su Grindr, teso’. Per piacere.
Ana è confusa e quindi va a ubriacarsi con la coinquilina. Fa una chiamata a Grey con la vodka in corpo e lui si preoccupa come un padre meridionale, dice oh, cammina a casa, è pericoloso!!1!!1! Chissà che può succederti, dice! Il migliore amico di colore di Ana, intanto, il giovane Celho Grosso, decide di confessare il suo interesse taciuto da sempre, perché ha capito che proprio ora gli sceneggiatori precari sono stati pagati e hanno avviato una vaga trama. Ana lo respinge e allora Grey si autoevoca nel locale, la salva dalle grinfie del nero, perché la colpa è sempre dei neri, e la porta a casa. Al mattino la fa mangiare a comando. MANGIA! Grey adora esercitare il suo controllo, wow, che uomo. Si sfila la maglietta e mostra i muscoli appena depilati, nel suo gigantesco attico bianco purgatorio, pieno di mobili, il che è strano, visto che vive da solo in un ambiente adibito per sei famiglie.
Grey, in questo film, sfoggia due uniche espressioni facciali: fronte aggrottata per quando Ana ha una parvenza di vita privata, e dunque lui fissa male amici e parenti della povera troia inconsapevole, perché desidera che Ana non abbia rapporti sociali con nessuno; e faccia sereno-maniaca, da quei vecchietti che si fanno le seghe sul bordo pineta delle spiagge.
Dopo succedono una pila di cose mielose e ho fatto riposare un po’ gli occhi, ma appena appena, perché ‘sto film dura due ore, quindi non me le ricordo in ordine. Allora, lui dice che non è un tipo che si innamora, lo ripete di continuo. Dopo la porta su un elicottero e le dice che non ha mai fatto cose così romantiche per nessuna (tu sei pazzo, te l’ho detto). Fanno una passeggiata in mezzo agli alberi non si sa dove e lui si confida dicendo che a 15 anni scopava con un’amica di sua madre, per questo è un pervertito. Lo abbiamo fatto tutti, amo’, ja, e nessuno la fa così pesante. Poi Ana conosce i genitori di Grey – perché ricordiamo che tutti i veri pervertiti che rifiutato relazioni serie portano la propria sottomessa a cena dai genitori -. Questo ragazzo, dall’inizio, giura di non essere adatto all’amore ma fa più regali lui che Berlusconi alle sue “giovani in difficoltà”. Poi… boh, altre cose romantiche, mi pare. Un altro giretto in cielo con un aeroplano, tra risate di letizia e sguardi carichi di emozione. Grey in tutto ciò continua a essere milionario senza lavorare, e le compra un portatile.
In ogni caso, questi sono tanti fronzoli che rendono 50SDG un semplice, banale, patetico harmony per represse, casalinghe supreme e minorate di dio (o era timorate?). La vera “trama” ruota intorno alle perversioni di Grey. Il ricco nullafacente, infatti, ha una stanza dei giochi sessuali piena di lacci, fruste, frullatori, cavacerume e cose così. Siccome non ha maniere di approccio convenzionali, rivela di essere in grado di poter avere un unico tipo di rapporto: lui fa il dominatore, sceglie una schiava smaniosa di compiacerlo, e stipulano un vero contratto. E pensa, è migliore di un full time alla Coop.
Inutile dire che è solo una scusa per permettere al marketing di dire che questo è un genere piccante ed erotico, quando in realtà Ana non prova alcun interesse per il sadomaso e neanche glielo concede. Il nodo è tutto lì: io sono vergine e te la do se paghi. La storia più vecchia del mondo. Baldracca dentro, Anna dai capelli rossi fuori.
Ana si siede a un tavolo con Grey e discutono di tutte le clausole del contratto. Erano partiti con una porcata al giorno per iscritto, e Ana pensa bene di eliminarle tutte, altrimenti non firma. Quindi di che stiamo parlando? Di soldi, giusto, il sesso non c’entra niente.
Grey è pazzo di lei senza motivo, brama di incarcerarla, non riesce a vivere senza la dolce incapace per casa, mette in moto le sue trentacinque auto e la insegue in ogni dove come uno stalker, e in effetti è quello che fa rabbrividire di piacere ogni sciacquetta che ha adorato il film. Uno che ti pedina e controlla viene visto come un cavaliere. Se pedini me, teso’, non solo ti rubo il portafogli, ma ti sfascio l’auto con le sausicchie stagionate di mia nonna. Quelle di due anni, di cemento.
Dopo quasi due ore di film agonia, Ana decide di sperimentare ‘sti giochi della Madonna santissima che non ne potevo più. Così si fa legare come un capretto pasquale e Grey la frusta col suo solito sguardo, quello astioso. Ana piange perché sì, è una ragazza da poco sverginata da un milionario nel suo lussuoso attico, dopo aver ricevuto in dono un’auto, un portatile, cene, viaggi, vestiti, ma è pur sempre contraria a questo genere di pratiche. Qui abbiamo dei valori, cosa credi? Ora non riesce più a guardare Grey come prima, per il romantico maniaco pappone che era, ma lo vede solo come pappone e basta. Così rifiuta il contratto, lo manda a fanculo e prende l’ascensore per abbandonare il grattacielo. Grey però la insegue, ancooora, perché è innamorato perso di lei senza motivo, e fine. Si chiude così. Dovremo attendere l’anno prossimo per scoprire le MISTERIOSE e IMPREVEDIBILI vicende di questa trama fittissima e pioniera del genere.
Spoiler: ‘sta roba si vuole far passare per trasgressiva, ma in realtà è più retrograda delle vecchie a messa di domenica in estate, coi ventagli. Ana si svergina a vent’anni con un uomo ricco e sexy, e prima dei trenta si sposa con l’unico uomo mai avuto e ci sforna due figli.
Francesca Pascale, resti l’unica e indiscussa arrampicatrice sociale con qualifica. Insegna a queste shampiste come ci si guadagna la pagnotta seriamente senza dover passare per le smagliature.

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6 thoughts on “Recensione suscettibile: 50 sfumature di grigio

  1. Hai fatto un po’ di confusione sulla trama,ma hai colto quasi in pieno tutto il resto. Apparte quando hai detto che gli uomini adorano delle sceme 😢😢
    5 minuti di risate sul “benvenuti su grindr” 😂😂😂
    Comunque….per tutti quelli che “vi siete innamorate di uno così,ma poi a letto guai chi vi tocca”…….chiariamo: io personalmente mi sono innamorata dell’attico,e delle macchine,e dell’elicottero,e dei soldi…..e anche dell’attore che inizialmente era quotato per fare Mr.Grey e nel quale riponevamo un sacco di aspettative. Purtroppo è stato una doppia batosta: non solo non è stato scelto, ma è anche irrimediabilmente gay e pure sposato!
    Quindi Sì, alla fine tanta delusione e poche scene Hot.

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  2. Fantastico, che bello ridere così di gusto,concordo, hai colto il segno, ho letto i libri perchè volevo capire cosa ci fosse di così figo e tu hai esattamente espresso il mio pensiero, per non farmi poi mancare niente, con la speranza di un miglioramento, ho anche guardato i film, questo è sadismo, altro che Ana :):):):

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