I primi appuntamenti di merda 2 parte

I primi appuntamenti di merda 2 parte

5) PRIMO APPUNTAMENTO CON QUELLO CHE HA UN LAVORO. Non so se la crisi ha usato il cric su quelli che di recente hanno avuto la fortuna di essere assunti (oltre che come commesso H&M, che vuole aiutarti a provare jeans solo per inventare storie su Facebook su di te che gli sbavi dietro, screenshottare conversazioni Whatsapp inventate tra voi due, e lui che fa l’infastidito con le colleghe dicendo “please, bitch” scuotendo gli indici). Sembra che il fortunato neo assunto, dal primo stipendio in poi, si trasformi in una parodia del Professor X, che già al telefono, con tono tronfio, quando gli chiedi allegramente “che fai nella vita?”, lui risponde “lascia che ti spieghi Logan”, e tu strabuzzi gli occhi e mormori “uh maro’, chi cazzo è Logan…?”. Il criminale in questione è spesso laureato in qualcosa di poco trendy, tipo ingegneria, e in genere è un ex secchione malato di mente. Non di quelli pestati dai bulli, no, ma di quelli che nell’angolo dell’ultimo banco covavano rancore e bisbigliavano “un giorno me la pagherete tutti, feccia”, e la professoressa gli diceva “Michele, hai detto qualcosa?”, e lui “sta bene con la treccia, professoressa”, e lei “ah, grazie!”. Sua madre, fin da bambino, gli ripeteva che avrebbe frequentato Harvard perché è un genio, ma poi è finito all’università di Scafati e lui non l’ha mai perdonata.
Invece di una conversazione serena, o di elencarti le cose illegali che potrebbe farti all’ano, al primo appuntamento si presenta con Nike nuovissime, neanche sporcate dalla strada, e ti spiega. Ti spiega cose a caso, e a ogni lezione sembra quasi che scoreggi e si annusi la puzza compiaciuto. Ti spiega perché ha un lavoro, e dunque ritiene che la sua vita sia più interessante della tua. Ti spiega come mai gli altri non lavorano, i vantaggi della sua tesi, i motivi per cui non verrà licenziato, della sua ditta che lo manda all’Estero, e con un sorrisetto sudicio si sbottona pure sulla sua retribuzione, senza che tu gliel’abbia chiesto. Quando fingi che aver monopolizzato la conversazione su se stesso sia una cosa casuale e te ne vieni con “ah, bene…” visto che finora sei solo riuscito a informarlo che sei barista, lui ti ferma e passa ai suoi hobbies. Perché se lavora è anche merito delle scelte che compie ogni giorno. Lui è essenzialmente un tuttologo. Politica? Libri? Musica? Marketing? Verità sugli antibiotici? Lui sa tutto.
Il primo appuntamento è una specie di cosa fastidiosa, come quando vai al mare è ti rimane la sabbia tra le palle. Non è doloroso, è solo che proprio non vedi l’ora di lavarti. Alla fine ti fa così schifo che vuoi solo andartene e non vederlo mai più. Sapendo, naturalmente, che anche lui morirà solo, piagnucolando su Facebook di come mai non trovi l’anima gemella.
SCUSA DI MERDA. “Ehi, scusa, oggi sono incasinato perso con il lavoro!”. La sua risposta “va bene, non fa niente, ma se posso consigliarti, eviterei di portare in capelli così corti, non devi sottovalutare l’importanza che i datori di lavoro mettono nell’aspetto, perciò falli crescere prima di consegnare i cirriculum”. Ma vaffanculo, stronzo.

6) PRIMO APPUNTAMENTO CON QUELLO CHE “APPOGGIAMELO SOLO”. Sembra un tipetto grazioso e a modo. Il primo appuntamento è quello in cui speravi da tempo, tutto s’incastra con sorrisi e piedini che si toccano. Un equilibrio inaspettato di simpatia, educazione, interessi comuni. Già ti vedi al barbecue in giardino col grembiule e il forchettone a rivoltare bistecche, mentre lui accoglie gli amici tutti sposati per il pranzo sotto il gazebo, e vi stringete sorridenti mostrando i due anelli. Il primo bacio all’uscita del locale è tenero, e continua appena girato l’angolo, nel parco buio a limonare su una panchina. La cosa si fa furente, le tue palle sono gonfie perché non ti piace il sesso occasionale e ti ammazzi di seghe al Pc facendo il SuperLiquidator sulle pareti di camera, ma con lui ti senti già coinvolto per calare la zip e farglielo almeno coccolare. Mentre lo baci, tuttavia, lui si gira con disinvoltura e se lo appoggia al buco. E tu, un po’ spiazzato, biascichi “ehm, non posso, non ho profilattici…”, e lui, stordito dalla libido e col fiatone da cane che scappa dal cortile nel periodo dei calori, ti fa “non fa niente, appoggiamelo solo, dai…”. Ripensi istintivamente a quando, nel bar, ti ha detto che non faceva sesso da tre mesi, e allora ok, è un bravo ragazzo come te, glielo appoggi solo. Ma appena lo fai, la sua mano meccanica ti afferra il culo e cerca con forza sovrumana di spingerti dentro, e tu ti aggrappi forte al suo bacino per non entrare e urli “fermo, che fai? Non ho il profilattico!”, e lui si agita convulso col sudore che lo infradicia, gli occhi rossi che roteano e il colorito della pelle divenuto verdastro, e sbraita “fottimi! Fottimi adesso!”. “Lasciami, lasciami stare, non scopo senza profilattico!”. La testa gli prende a girare, spruzzando bava, e la sua voce ormai da giovane messicana posseduta dice “neanche io, cazzo, non lo faccio mai, ti prego, sborrami dentrooo! Aaah, chiavami, chiavami!”. Afferri un ramo secco dall’erba e lo tramortisci, lasciandolo con le pacche al gelo sulla panchina e scappando via.
SCUSA DI MERDA. Dopo aver pianto per un’oretta perché alla fine era solo una santa troia abile nell’inganno, gli mandi un sms con la scusa di non essere un tipo sessuale e che non potrà mai funzionare, e lui commenterà con questo sms: “ 😥 mi piaci tantissimo, ripensaci, io non sono così 😦 è che mi piaci, non lo faccio mai senza, di me ti puoi fidare 😥 ”.

7) PRIMO APPUNTAMENTO CON SAN GERARDO. Il versante opposto al punto 6 è quel ragazzo di sani principi che indossa jeans a lavaggio anni 90 col cavallo alto e cintura classica di cuoio (quella che si mette ai morti nella bara), camicia marrone a mezze maniche ampie che fanno un perfetto angolo rettangolo, e che non scopa dall’ultima sua relazione, perché non fa sesso se non è innamorato. Hahaha. Certo, come no.
Oddio, fa sul serio…
SCUSA DI MERDA. Uno di quei primi appuntamenti così tanto per, in cui non si combina niente, si discute dell’annata particolarmente piovosa, di dove si è fatto l’asilo, del lavoro che manca, e sai che non oseresti mai inzuppare il biscotto in tutto quel candore. La fortuna è che è talmente buono da essere impassibile, e non farà nessuna piega quando non ti farai proprio più sentire dall’oggi al domani.

8) PRIMO APPUNTAMENTO CON MR VAGINA. Per la primo volta nella tua vita, quella volta che chiamerai per sempre “il giorno in cui decisi di aspettare”, il tizio ti ispira talmente tanto che dopo la pizza e il cinema, lo baci sotto casa, fai un po’ la cretinetta davanti al portone e, col cuore nello zucchero, saltelli in casa, sfrecciando alla finestra per vederlo andar via e ascoltare il tuo cuore che palpita.
È tutto bellissimo. È uno di quei filmetti d’amore famosi che ti hanno fatto crescere frocio, quando li guardavi con tua madre e due cuscini su cui piangere gridando “corri da lei!”. Sei al terzo appuntamento più bello della tua vita e non gli hai ancora dato la minchia, perché volevi prima conoscerlo, lui è quello giusto, lo senti. Ad avvalorare la tesi è il fatto che non abbia ancora toccato l’argomento sesso, perché ti rispetta, e desidera che tutto sia romantico. Hai già scopato per trent’anni, questa volta bisogna attendere il momento magico.
Sei al quarto appuntamento e sei arrapato come un prete omosessuale che torna dalla gita di 5 giorni a Pietralcina con un gruppo di 32 signore che non hanno fatto altro che parlare di melanzane imbottite e figli in carriera a Milano. Sei al quarto cinema e per tutto il film non hai pensato ad altro che alla sua cerniera e adesso ti trema la mano per la smania. La limonata sotto casa continua a gambero fin dentro l’ascensore, poi fino alla porta, poi in camera, e finalmente lo scaraventi sul materasso. Le mani fameliche gli arpionano i bottoni, sganci tutto, abbassi le mutande e…
“Sono una persona orrenda, faccio schifo!” ti disperi in lacrime con la tua migliore amica, seduto su una collina di fazzoletti di muco. Lei cerca di massaggiarti la spalla facendo finta che non sia così, e ti assicura che no, sei una persona meravigliosa, solo un po’ delusa, perché avevi delle aspettative. Ma tu lo sai che fai davvero schifo, sei superficiale, sei uno per cui un cazzo microscopico – del diametro di un pollice e lungo 9cm in erezione – mette fine a una relazione. Quando lo hai preso in bocca sentivi le vertigini dello svenimento e vedevi le stelline da pressione bassa, e avrai incubi per sempre, incubi in cui plotoni di piccoli peni ti violentano e tu non senti niente. Continui a piangere, perché non avrai mai il coraggio di dirglielo, e lui poteva essere quello giusto, la vita è una fogna, l’amore non esiste.
SCUSA DI MERDA. Gli parli col cuore in mano, col rammarico nelle parole tremanti, e sinceramente dispiaciuto gli comunichi la verità: la tua analista ti vieta categoricamente di avere relazioni adesso perché l’analisi non è finita. Sicché gli baci la fronte, gli volti le spalle, ti asciughi l’ultima lacrima caduta e ti riprometti che mai, mai più farai la cagata di non scopare al primo appuntamento.

9) PRIMO APPUNTAMENTO CON QUELLO CHE HA UN PASSATO. Strano a dirsi, gli uomini che hanno commesso errori nella vita o conducono esistenze poco virtuose sono proprio quelli più sinceri, non hanno paura di aprire il loro cuore e ammettere che si sono fatti un mese in carcere per cocaina. Siccome non immaginavi una cosa del genere durante la chattata su Grindr, durante la passeggiata ti irrigidisci un po’, immaginando che adesso ti farà a pezzi e venderà i tuoi organi (quelli sopravvissuti a tutto l’alcol che hai ingerito questa estate) al primo negozio cinese.
Quando ti offre un caffè, ne approfitta per incartarsi una canna, e decide di raccontarti l’intera faccenda. Fu una sciocchezza, perché è ricco di famiglia, e con gli amici una sera ha organizzato una festa esagerata, e l’hanno beccato, mannaggia. Ha sofferto molto, ma adesso ne è uscito, ti assicura, accendendosi la canna in pieno sole davanti a tutti.
A questo punto sei combattuto: dileguarti e cambiare scheda telefonica, o provare il brivido di cavalcarti un delinquente, cosa che sogni da quando frequentavi il liceo e ti segavi guardando le serie tipo Smallville, in cui i cattivi erano sempre quelli più arrapanti. Perciò trovi la soluzione equa: fare entrambe le cose in ordine inverso.
Ti cali le braghe nel primo parcheggio isolato e ti senti finalmente la ragazza del boss.
SCUSA DI MERDA. “L’utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile”. Tu-tu-tu-tu-tu.

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