I tipi di parenti al pranzo di Natale 2 parte

I tipi di parenti a Natale 2

11) La zia divorziata: il marito l’ha lasciata due anni fa per mettere incinta una che si chiama Germana e che lavora come personal shopper a Benevento. Così ora la zia, invece di portare regali, porta solo due bottiglie di vino, che poi beve da sola nascosta tra le piante del balcone, con la sigaretta in bocca. In pubblico si mostra solo vestita di nero per simboleggiare il lutto, e non si tinge più per esasperare il dramma, andando in giro con una ribelle chioma grigio-soffitta striata. Quando qualcuno le chiede come va il lavoro o se i gerani si sono ripresi dalla grandinata, lei si mette il collirio, abbassa lo sguardo per farsi colare il mascara e mormora sempre “una volta, ora non più”, anche se non c’entra niente. Parcheggia la figlia sul divano, la lega e le ordina di non muoversi perché fuori le macchine corrono troppo e potrebbero investirla. La nonna la accusa di essere troppo apprensiva, ma lei ribatte tuonando “lo psicoterapeuta dice che non devo boicottare il mio dolore!”
Citazione: Roberta, hai solo dieci anni, ma stai molto attenta. Gli uomini ti diranno che sei bella, che ti amano, che sarà per sempre, e poi ti lasceranno per una più giovane, come ha fatto tuo padre. No, amore, non piangere

12) La zia signorina: porta ancora la montatura degli occhiali quadrata, di quando faceva la Senior all’azione cattolica a vent’anni, con le lenti graffiate e le schifezzine gialle sotto i bordi, ma lei ci è affezionata. Come alla catenina con la croce di finto argento che porta sul maglione di lana verde acqua molto ampio, per non essere sexy, perché solo le poco di buono lo sono. Voleva conservarsi vergine per il matrimonio, ma la fessa le è scaduta come la Postepay e il fidanzatino non è mai arrivato. La tensione ormonale e sessuale andava contro i suoi valori, e dopo averla repressa, l’ha trasformata in malvagità. Perciò la zia si siede sul divano mentre le altre armeggiano ai fornelli e comincia a sputare peste e corna su chiunque, ma sempre sorridendo da donna beatificata. Racconta che la signora Rachelina ha scoperto un nodulo sotto il seno, il marito le fa le corna con la macellaia polacca, il cui figlio è stato arrestato l’altra notte perché teneva l’ERBA MARIOANA, ma nessuno ha fatto sapere niente. Ma lei non giudica, eh, non sia mai. Povera gente, che il Signore li aiuti.
Citazione: io aspetto. Se il Signore vuole, l’amore mi troverà, qua sto

13) La zia sposata con quello coi soldi: in famiglia nessuno si ricorda come si chiama, perché è chiamata semplicemente “la zoccola” da quando nel ’94 ha sposato quello con gli alberghi e si è licenziata dal Minimarket giù al porto. Si annuncia dal cortile suonando il clacson. Le nipotine calcolatrici si fiondano sul balcone a strillare “zia, zia, è arrivata zia!”, e le altre donne di casa si applicano subito un sorriso falso come le loro borse, con cui salutarla sulla porta. Si sbaciucchiano e dicono “weeeeeeeee, eccola qua, ci mancavi solo tu, la nostra Miss!” e poi da dietro ritornano a bisbigliare “che zoccola, mamma mia”. I maschi si sentono a disagio, perché non vogliono mai buttare soldi per fare regali ai figli altrui, e così corrono a fumare sul balcone mentre la zia consegna diciassette pacchi scintillanti. Poi si toglie i guanti di velluto, la pelliccia, si aggiusta le zizze rifatte, gli zigomi nuovi e va a salutare la nonna in cucina, che ogni volta la guarda perplessa, perché la zia cambia faccia a ogni Natale.
Citazione: ma no, è solo un pensierino. Oh, è Chanel

14) Lo zio gay: è l’unico che sa cos’è Zalando e i suoi pacchetti natalizi sono sempre dorati, con fiocco vaporoso su cui ha fatto cadere tre parche gocce di Fahrenheit. Contengono tutti una sciarpa di velluto dell’Asia centrale, che i parenti useranno per soffiarsi il naso o per avvolgersi un attimo la testa quando devono uscire sul balcone, per raccogliere i panni stesi perché si è messo a piovere all’improvviso. Lo zio indossa un pullover smanicato rosso carminio, con sotto camicia a quadri. Questo attrae le domande inquisitorie delle nonne su quando ha intenzione di sposarsi e fare dei benedetti figli, ma le sorelle che già sanno che lui sporge a destra si mettono in mezzo, cambiano discorso e parlano della migliore ricetta per i lambasciuli con la frittata. Quando i maschi parlano di belle uaglione e fanno battutine a tavola, poi lanciano un’occhiata allo zio gay, fanno un colpetto di tosse, e cala un gelido silenzio.
Citazione: Annarita, a zio, ma sei scema!? Vieni qua, t’aggiusto il rossetto, guarda come te lo sei messo, pari Moira, l’unica e sola, pace all’anima sua

15) Lo zio che odia lo zio gay: è un risoluto sostenitore dell’anormalità dei gay, e lo dichiara con forza sostenendo frettolosi colloqui con ogni singolo parente prima di sedersi a tavola. Si accalora, gli viene la fronte rossa, gli si gonfiano le vene, ripete che accetta i gay ma non sono normali, e di nascosto fa continuamente segno allo zio gay. Tutto ciò perché si sente sporco agli occhi della virilità a causa di quella sega che si è fatto fare dallo zio gay quando andavano al liceo, e non sapeva ancora che fosse gay, e quindi ancora oggi ha paura di essere un po’ gay, sotto sotto. Così guarda tutte le partite di calcio, pure quelle argentine e indonesiane, per appuntire la mascolinità, e se qualcuno a pranzo fa una domanda a caso, lui picchia un pugno sulla tavola e urla “LA FESSA!” e scoppia a ridere col talento recitativo di quelli di Carabinieri 3.
Citazione: che ore sono? Le tre e mezza, la fessa. Sì, abbiamo vinto l’appalto della fessa. No, Mariolino a scuola sempre otto in matematica, la fessa

16) Lo zio che si ubriaca: il campanello suona e i parenti si scambiano sguardi tesi, annuiscono,  per entrare in casa devono aprire tutte e due le ante della porta, perché la panza da birra non ci sta, e i parenti devono spingerlo da dietro, annodargli i lembi di grasso e trainarlo in avanti. Una volta riuscito a superare la soglia, batte le mani festoso, abbraccia la prima zia che trova davanti, fratturandole due costole, e si dirige verso il frigorifero. Le altre donne provano a ostacolarlo chiedendogli come sta, come vanno gli affari in azienda, ma lui le sbaraglia e spalanca il frigo. Tira fuori il pezzo di parmigiano, il salamino, le melanzane sott’olio, i pomodorini secchi, le mozzarelle e il capocollo. Poi prende un filone di pane, lo taglia a metà e ci sbatte dentro tutto. Poi prende un filone di pane più grosso, lo farcisce di ravioli, di salsiccia coi broccoli, di carciofi mbuttunati, aggiunge il primo filone di pane, chiude tutto, ci si siede sopra per ammaccarlo, prende posto a tavola, mangia da solo e comincia a bere. Tutti lo controllano in ansia, le birre aperte diventano dieci. Intanto una delle zie fa l’occhiolino a quella più vicina per andare a controllare le scorte di cibo nascoste sotto il divano. Quando lo zio è alla quindicesima birra, ondeggia, rutta e sviene. Tutti possono cominciare a festeggiare il Natale.
Citazione: *rumore della faccia nel piatto ripulito dal sugo con la scarpetta*

17) La mamma a cui ritorna la sindrome premestruale per il cenone: se la nonna non si sente bene per i reumatismi, allora è la mamma a dover cucinare. Una settimana prima comincia a mettersi una mano sul fianco e una mano sulla fronte, e sussurra “maro’, che devo cucinare”. Il suo volto drammatico fa sorgere preoccupazione tra i parenti, che la rassicurano con un sereno “Carmelina, ma non t’accire, fai giusto due cose, tanto è per stare insieme”. Carmelina, però, non può fare giusto due cose. Cuoce preventivamente la parmigiana e la congela tre giorni prima. Per altri due pulisce broccoli e carciofi. Di notte fa la veglia al ragù leggendo Chi, e ogni tanto le scappa il sonno e finisce con la fronte contro lo spigolo del tavolo, e mentre dormi la senti che urla “MANNAGGIA SANTO NIENTE!”. Al pranzo si mette talmente tanto fondotinta per coprire le occhiaie che si nota lo scalino color terracotta sotto il mento pallido. Serve tutto a tavola, ma lei non mangia: si mette a guardare se ti piace e aspetta una reazione. Quando si accorge che tu te ne sei accorto, fa finta di andare in bagno, ma te la trovi alle spalle, dietro il Ficus Benjamin, a spiarti.
Citazione: ma no, è stata ‘na sciocchezza, giusto tre primi e quattro secondi, e che ci è voluto

18) Il papà da convincere a partecipare al cenone: li odia tutti, nessuno escluso. Lui vorrebbe solo farsi la teglia personale di cannelloni, spiaggiarsi sul divano e guardare TeleNapoli per una mezz’oretta, prima di cadere in un sonno profondo e svegliarsi il giorno dopo, per continuare a mangiare la porzioncina di riserva di cannelloni messa da parte. E invece deve assistere a quegli stronzi che arrivano in casa sua a mangiare il suo cibo. Non sono simpatici, per strada li evita, tifano Juve, si scoccia di ridere per finta, i criaturi urlano, le femmine stanno sempre a malignare, sono pure racchie, nessun patatone con la scollatura da sbirciare, niente. Sta a capotavola in silenzio e aspetta, esaminando l’orologio ogni quarto d’ora e fingendo di sbadigliare
Citazione: we, io mi vado ‘n’attimo a riposare gli occhi sul divano, due minuti

19) TU: col cellulare in mano a fare copia incolla su Whatsapp del messaggio “felici auguri di buon Natale e buone feste, che sia un periodo di gioia, per te e famiglia”, e dopo commenti “e anche a questo gli ho fatto gli auguri”. Ti alzi solo se sono pronti i fusilli. Mangi in fretta, sei conciso negli interrogatori coi parenti, e appena puoi ti vai a nascondere nella stanza da letto di nonna, dove ti deprimi passando il tempo ad ammirare il piccolo santuario di fotografie di vecchi morti che ha sul comodino.
Citazione: #vogliomorire #BuonNatale2015 #nellaTanaDelMale #Kiss #Rotolo

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