I tipi di parenti al pranzo di Natale 1 parte

I tipi di parenti a Natale 1

1) Il nonno sordo: sta sul divano a riposare davanti al camino. Quando diventa croccante, lo spostano, gli ficcano il tovagliolo nel colletto della camicia acquistata sessant’anni fa dopo il congedo dall’esercito, e mangia seraficamente la sua spremuta di pasta al forno, perché non ha i denti.
Citazione: Eh? La televisione? Ah, la secessione… Ah? L’assunzione?

2) La nonna nazista: ha le rughe della fronte curvate verso il basso, gli occhi aperti sempre solo a metà e attraversati da una scintilla quando si soffermano sulla scollatura della nuora. È preceduta dal profumo di smalto appena passato, l’annuncia il tintinnio degli orecchini di due chili e mezzo. La sua fama è in mostra sulle pareti di casa, i cinque quadretti del matrimonio del ’32 in cui non le va di sorridere e ha il vestito da sposa grigio, a forma di “non capirai mai se ho dei seni, lurido porco!”. I suoi palmi delle mani sono rivestiti di calli, temprati dalle mazzate con cui ha allevato i nipoti. Se i bambini si macchiano i pantaloni, uno schiaffone del dopoguerra sulla guancia. Se gridano nel salotto, la cucchiarella sulle ginocchia, preriscaldata nell’acqua di cottura dei ravioli. Se cadono nel cortile e finiscono in lacrime, le unghie nella carne del braccio mentre li trascina di sopra tenendoli appesi, per consegnarli poi alla madre borbottando eccolo qua, tuo figlio, questo è il risultato, brava!
Citazione: domenica andiamo tutti al cimitero a salutare il nonno. Altrimenti vendo la casa

3) La nonna reclusa in cucina: la chiamano nonna perché chiamarla tata Svetochka pare brutto. È l’addetta ai lavori del pranzo di Natale, anche se ufficialmente l’aiutano le figlie, ma alla fine portano solo gli struffoli. Nella settimana santa dorme dalle 22 alle 3,30, e per le restanti ore fa i fusilli, i ravioli, i cannelloni, la ricotta per i cannelloni, la vasca di sugo, i peperoni arrostiti, la pulizia delle pentole grosse stipate in alto. Nessuno si ricorda com’è fatta veramente in faccia, i suoi tratti somatici sono entrati nel mito della famiglia, perché tutti vedono la nonna solo di spalle e quando arrivano la trovano ai fornelli e urlano aho, no’, un bacio, auguri, e ritornano nel salone. Lei non mangia a tavola con gli altri, ma rovista nelle pentole mentre cucina e sbocconcella rimasugli al volo. I piatti vanno e vengono come alla mensa. L’unica che l’aiuta è la nipotina Beatrice, bella a nonna, che fa catechismo, a cui lascerà le case.
Citazione: mo vengo a tavola, sta cuocendo il coniglio, mo vengo, aspe’, sto mettendo il coniglio nell’alluminio, che ve lo portate, mo vengo, sto lavando i piatti

4) La cugina racchia: quella che, casualmente, trova sempre il posto assegnato sull’ultimo lembo di tavolo, vicino al camino, dove potrebbe inciampare e finire arrostita viva nell’indifferenza generale. È spensierata e comoda nei pantacollant rosa carne coi pelucchi e la vestina di Minni. Sfoggia con orgoglio le zanne tutte ammucchiate una sull’altra, i nei sul naso da picchio del Trentino, i capelli legati con la forza nello chignon che ha provato a farsi prima del pranzo. Ha seguito il tutorial di YouTube, ma era in spagnolo e le è riuscito male, e quindi lo ha aggiustato con le pinzette a forma di farfalle rosa, verde e arancio. Ogni parente le passa davanti deglutendo, un po’ imbarazzato le chiede come stanno le cose, le accarezza titubante la testa, e conclude dicendo ja, fatti forza, ma lei non capisce. Se un criaturo le va vicino, lei lo prende in braccio dicendo aaah-amoredizia-abidibidibu!, lui scoppia a piangere in maniera disumana, arriva un’altra zia e glielo strappa di mano. Quando tutti l’hanno salutata, tirano un sospiro e nessuno le rivolge più la parola.
Citazione: il fidanzatino…? No, quello non è potuto venire, sta… a Verona

5) Il cugino raccontapalle: è quello che racconta sempre storie fantasiose per stare al centro dell’attenzione, perché quando era piccolo il padre gli ripeteva che era straordinario e lo aveva iscritto nella squadra dei pulcini, lo chiamavano tutti il piccolo Totti, e nella sua Ferramenta ancora si fa chiamare Totti 2. Spalanca la porta, sventola le mani con fierezza credendo veramente che stia simpatico a qualcuno nel raggio di sei generazioni, ma tutti bisbigliano maro’, è arrivat’ ‘u scem’. Mentre si toglie il cappotto racconta due fatti di quando giocava nella Battipagliese, e se non gli dai retta ti si mette vicino, ti titilla la spalla e si mette a raccontare di quella volta che giura su Sant’Agostino che aveva vinto al SuperEnalotto, testimone Alfonzino il tabbaccaio, ma il biglietto gli è caduto nei rifiuti, allora ha fatto una chiamata al comune grazie al suo amico maresciallo, ma a sorpresa gli ha parlato Emma Bonino, hanno discusso al bar, ma poi c’è stata una sparatoria, lui giura su San Renato che ha visto quello dell’attentato di Parigi che si trovava lì per caso, lo ha rincorso, lo ha fermato, ma suo figlio stava attraversando la strada proprio in quel momento, e allora ha dovuto lasciare il terrorista e salvare suo figlio per un soffio da un camion, e tutti per strada hanno applaudito.
Citazione: oh, oh, stai a sentire, oh, senti qua, non ci puoi credere, senti qua che m’è successo, oh, senti, mo te la racconto;

6) Il cugino proletario: il povero disgraziato che ha sempre la faccia con le occhiaie nere e gli occhi rossi di venuzze da insonnia, il maglione con gli strappi ricuciti dalla moglie e le scarpe della Nikel. Sta sempre col posto di lavoro in bilico e tutti gli danno pacche sulle spalle anche se ha rotto il cazzo perché sono già otto Natali che si siede a tavola, sospira pesantemente, e mentre tutti festeggiano lui sovrasta e parla solo del mutuo, del bollo, i pannolini costano, deve fare la tac, gli mancano 5 euro per la rata del microonde, il governo li vuole tutti morti, secondo lui l’Italia non ce la farà.
Citazione: eh, tutto a posto, non ci lamentiamo, andiamo avanti, si sopravvive, questa è la vita;

7) La nipote che finge di andare all’università: è iscritta a Scienze delle Comunicazioni dal 2002. Tutte le zie la spiano con sospetto per indagare a fondo nella sua vita privata, perché la famiglia sa bene che i soldi di Natale vanno regolarmente elargiti ai nipoti che studiano, così previsto dalla Costituzione Familiare. Per depistare le zie e non rinunciare al sussidio, la nipote va a fare la centralinista part-time della Wind nel paese vicino con la Panda bianca del fidanzato.
Citazione: no, ancora no per la tesi. Mancano tre esami. No, l’anno scorso ne mancavano cinque. No zia, ti confondi

8) La nipote che prende solo 30 e lode: studia Giurisprudenza a Torino – che tutti quelli che vivono sotto Roma indicano con “ah, ma lì ci sta la neve” -, e ha già portato a termine sei esami in due mesi. Si presenta alle 13.02 per essere in linea con l’inizio del pranzo e non dover conversare con i parenti che hanno la terza media. Li detesta, si lava spesso le mani che mantiene comunque a un’altezza di novanta gradi per evitare di toccare i vicini di tavola, e se avviene si passa subito l’Amuchina. Concede piccoli baci separati di sedici centimetri dal volto dei parenti e quando le si fa una domanda sorride in maniera prolungata, respira, prende il tovagliolo, si tampona le labbra per pulirsi, lo riposa, ruota il viso dall’alto in basso e risponde no zia, non funziona così, in realtà il governo ha stanziato quei soldi per istituire un fondo per l’aiuto ai terremotati, quello che hai sentito in merito è una sciocchezza
Citazione: Sì, Diritto Privato. Sì, con lode

9) Il nipotino grasso: ha otto anni, lo sguardo perso nel vuoto, non risponde ai comandi ma ha i segni rossi sulle guance ammaccate dai pizzicotti della nonna, che gli dice ogni undici minuti “ma quann si’ bell, a nonna. Mangia!”. Grugnisce e ha difficoltà a spostarsi da un divano all’altro, rallentato dal maglioncino coi disegni delle renne, che gli ostacola il lardo sotto le ascelle e gli impedisce si allungare i due cotechini che ha per braccia. Per non vederlo soffrire, la mamma gli ha comprato sia il GameBoy che i KinderPinguì, così non deve raggiungere il frigo mentre gioca.
Citazione: maaaaaaaaaa’! Voglio ‘n’altra cotoletta! Con la maionese, ma’!

10) La nipotina arpia: ha undici anni, i boccoli dorati degli angeli, il sorriso educato. Ma lei non riceve regali. Lei li esige tramite letterina a Babbo Natale firmata dal suo legale. Nessun parente può camuffare il proprio reddito e declinare il regalo stabilito, poiché lei ha già analizzato ogni portafogli familiare durante la prima comunione, quando ha scartato le buste contenenti banconote e tracciato un piano monetario. Lei sa quanto possono spendere i suoi zii, e nella letterina a Babbo Natale non sono presenti pigiamini rosa. Ha preventivamente avvertito i parenti con un messaggio d’auguri/a buon intenditor poche parole su Whatsapp “ciao zio e zia, mi mancate tanto, non vedo l’ora di rivedervi a Natale per scartare i regali. Vi lascio un bacio. Per ora”. Chi sottovaluta la nipotina dovrebbe fare due chiacchiere con la sua compagna di scuola scomparsa misteriosamente durante la gita agli scavi di Pompei.
Citazione: Zio… ho detto a zia che ti ho visto, l’altro giorno, mentre uscivi con l’auto di notte. Non prendevo sonno, guardavo il cortile dalla mia cameretta… Sì, scelgo la cover coi glitter. Grazie zione

QUI PER LA SECONDA PARTE

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