L’amore è universale fino a quando non abbiamo paura

diversità

Devo chiedere scusa per una cosa.
Durante una delle ultime presentazioni, la domanda di un presente mi ha messo in difficoltà. Si è intrapreso l’argomento “comunità omosessuale” e subito dopo “Hiv”, ma quando ho cercato di esprimere un’opinione, mi sono bloccato pensando di non aver abbastanza tempo per un discorso così delicato, e perciò di non voler offendere eventuali persone sieropositive presenti. Così, per incoscienza, ho espresso un’opinione mozzata che ha ottenuto proprio l’effetto di risultare sgarbata. Continua a leggere

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Ciao nonno. Mi hai insegnato l’indipendenza del cuore

Vagamente riflessivo - Ciao nonno. Mi hai insegnato l'indipendenza del cuore

 

Stanotte mio nonno ha smesso di lottare.
O forse di resistere a una vita che si è accanita duramente, gliene ha fatte passare davvero troppe e non era mai contenta.
Sembrava che tutte le volte che mio nonno trovava il modo per dimostrarle che un corpo ancora vivo può fare sempre tanto, lei, la vita, s’impuntasse per fargliela pagare. Sembrava uno di quei tiranni che godono ad avere i sudditi inginocchiati, con una pistola puntata alla testa, e gridano tu adesso stai lì, non ti muovere, non ti rialzare, non vali niente. Continua a leggere

Coming out day: l’ho fatto a 13 anni, quando ho scelto tra me e il mondo

Vagamente gay - Coming out day

Oggi è il coming out day e devo ammettere che il mio non lo avevo ancora mai raccontato.
Me ne vergognavo, avevo appena 13 anni.
Me lo sono tenuto dentro per tutto questo tempo, prima che mi uscisse fuori durante una presentazione, qualche giorno fa. Mi è scivolato dalle mani, senza rendermene conto, non era mia intenzione, e quando è caduto a terra era ormai un segreto in frantumi. Lo avevano visto tutti, era troppo tardi. Lo avevo nascosto al mondo, anche a me stesso. Non l’ho mai ripetuto ad alta voce, ho soffocato quel ricordo perché faceva male. Non ne faceva a me, ma a quel bambino che sono stato, a cui ho affidato troppo presto una responsabilità enorme. Continua a leggere

Omofobia: siamo tutti colpevoli perché crediamo ancora nella “normalità”

Vagamente gay - Omofobia siamo tutti colpevoli

IL CONCETTO DI DIVERSITÀ

Fino a poco tempo fa, nell’immaginario collettivo, la diversità era un motivo di vanto. Avere un figlio “diverso” era sinonimo di arricchimento per la famiglia. Diverso per cultura, per intelletto, diverso per gli stimoli.
Un figlio “diverso” era un figlio “migliore”. Ma “diverso” era anche il figlio a cui dare più affetto, bisognoso di maggiori cure per impedire che le brutture del mondo lo travolgessero. L’espressione di massima tutela. Continua a leggere